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La Corte dei Conti boccia Monti: "Il Fisco favorisce la recessione". PDF Stampa E-mail
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Notizie - Diritto
Martedì 05 Febbraio 2013 08:06

Durissima bocciatura della Corte dei Conti alle politiche del Prof: "Gli aumenti del prelievo forzano una pressione fiscale già fuori linea e favoriscono la recessione". Poi l'appello: "Il nuovo governo resti sulla strada del risanamento".

Sergio Rame - ilgiornale.it

Una bocciatura dura e netta. La Corte dei Conti non si risparmia nel criticare la politica economica del premier Mario Monti che, aumentando le tasse, ha fatto scrivolare il sistema Italia in un vortice recessivo senza precedenti.

"Gli aumenti del prelievo forzano una pressione fiscale già fuori linea e favoriscono le condizioni per ulteriori effetti recessivi", ha commentato il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino sottolineando la necessità di ridurre la pressione e di "una più equa distribuzione del carico fiscale". E, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la magistratura contabile segnala "il pericolo di un avvitamento" dell’economia legato alle manovre correttive, proposte nei giorni scorsi dalla sinistra, e invita il futuro governo a puntare piuttosto sui "fattori in grado di favorire la crescita".

"Al nuovo parlamento e al nuovo governo spetta il compito di esplorare le azioni in grado di generare una più equilibrata composizione di entrate e spese". Sottolineando la necessità di "restare sul sentiero di risanamento che conduce al pareggio di bilancio", Giampaolino ha sottolineato più volte la priorità di ridurre le tasse per far uscire il Paese dalla recessione e riavviarlo alla crescita. Un diktat che sembra lanciato sia al Professore, che per tredici mesi non ha fatto altro che far lievitare la pressione fiscale, sia alla sinistra, che nei giorni scorsi già paventava la necessità di fare una "manovrina" aggiuntiva da 7 miliardi di euro. Per la magistratura contabile, infatti, continuare a spremere gli italiani non è affatto la giusta ricetta per far ripartire il Paese e farlo uscire finalmente dal tunnel della crisi economica. "Il percorso di riequilibrio dei conti pubblici si presenta ancora lungo e non privo di impegni gravosi", ha continuato il presidente della Corte dei Conti sottolineando che "l’azione di riequilibrio dei conti pubblici costituisce non solo una precondizione per riprendere il cammino della crescita ma è essa stessa un fattore di crescita". Secondo la magistratura contabile, infatti, l'asimmetria temporale tra gli effetti restrittivi delle ripetute manovre di riduzione del disavanzo e l’impatto positivo sulla crescita degli interventi di sostegno all’economia e delle riforme rischia di generare "un equilibrio fragile e una rincorsa incompiuta degli obiettivi di finanza pubblica".


 

 

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