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Sabato, 24 Settembre 2022
Alternativa per l´Italia in intervista PDF Stampa E-mail
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Notizie - Politica
Domenica 31 Luglio 2022 23:10

 

 

ALTERNATIVA PER L’ITALIA è un movimento politico che nasce per dare risposte nuove ai problemi dell’Italia, quelle risposte che sono evidenti e logiche, ma che nessuno ha il coraggio di affermare apertamente.

ALTERNATIVA PER L’ITALIA ha tre principi fondamentali:

Democrazia parlamentare;

Riconquista della sovranità nazionale e della capacità legislativa;

Salvaguardia della costituzione del 1948.

La democrazia è quello che ha permesso all’Italia di crescere per 50 anni. Quindi questa è stata sacrificata sull’altare della “Governabilità” e dell'”Europa”, ma la democrazia è l’unica espressione del potere per il popolo, che , comunque, si è dimostrato nei fatti lo strumento di governo più equilibrato e più favorevole alla crescita ed al benessere dei cittadini.

Una delle sovranità essenziali da recuperare è la sovranità monetaria, ma non è la sola. Lo Stato è l’unica espressione della democrazia e quindi deve riprendere la propria centralità-

La costituzione del 1948, con il proprio contenuto sociale, è stato il cuore della crescita sociale del paese. Il suo contenuto deve tornare ad essere centrale e si deve giungere alla sua completa realizzazione. Siamo contrari agli stravolgimenti ed alle semplificazioni forzate.

Alternativa per l’Italia nasce da una iniziativa di un gruppo di amici che si ritrovavano sul blog di economia scenarieconomici.it La loro comunanza di idee e la necessità di esprimere la realtà dei fatti ha dato scintilla iniziale ad ALI.

Alternativa per l’Italia non si pone né a destra né e a sinistra, divisione che vede strumentale ed espressione dell’arma di distrazione di massa che è la comunicazione moderna. L’unica finalità è il benessere dei cittadini e la loro crescita sociale, politica ed economica.

Segretario politici di Alternativa per l’Italia è il professor Antonio Maria Rinaldi.

 

 

Intervista a De Carli Mirko, tra i fondatori del Movimento Mario Adinolfi presidente nazionale del Popolo della Famiglia e Simone Di Stefano di Exit.

 

 

Domanda: De Carli Mirko, un curriculum che parla di una lunga storia politica ormai più che ventennale che si coniuga con una giovane età di trentotto anni: Consigliere comunale a Riolo Terme, Consigliere nazionale ANCI, Consigliere nazionale e delegato al Partito Popolare Europeo per il Popolo della famiglia. Una cosa rara in questi tempi di anti politica non crede?

 

De Carli: Decisamente rara, in quanto nelle giovani generazioni prevale troppo spesso una rassegnazione che non mi appartiene. Al governo del paese da troppi anni troviamo o una classe dirigente incapace di trasformare in azione politica la rabbia e la frustrazione dei più giovani o tecnocrati alla Mario Draghi insensibili alle immani fatiche di una ragazza che fa la commessa e deve pagare le bollette, l’affitto e la benzina senza la certezza di un lavoro sicuro (solo per fare un esempio) ma proni ai meccanismi violenti delle più potenti lobby finanziarie globali che considerano le persone come cose e non soggetti di diritti. Sono ancora in politica dopo tanti anni perché sono convinto che il desiderio di due giovani di mettere su famiglia; comprarsi una casa e una macchina e progettare con serenità di mettere al mondo dei figli meriti un impegno indefesso affinché il Parlamento italiano tuteli questo “diritto” al futuro per noi giovani.

 

Domanda: Si candida alle prossime elezioni politiche nella lista “Alternativa per l’Italia”, fondata dal Popolo della Famiglia ed Exit insieme a tanti movimenti di contestazione dell’agenda Draghi. Può dirci il perché?

 

De Carli: Non era nei miei programmi, dopo le fatiche della campagna elettorale che mi ha visto ritornare in consiglio comunale a Riolo Terme nel giugno scorso, di rimettermi su strada e nelle piazze per il rinnovo anticipato delle due Camere Repubblicane.

Avevo immaginato un agosto di riposo tra la mia adorata Grecia (una seconda patria) e le Dolomiti: mi trovo invece a dover mettere a disposizione tutto il tempo e impegno ( e quello della nostra comunità politica) per proporre un’alternativa credibile e praticabile alla devastante e divisiva agenda Draghi. Essere eletto non è lo stimolo principale della mia disponibilità a questa candidatura ma è l’obiettivo per il quale insieme a tanti trascorreremo i prossimi due mesi a portare tante famiglie italiane ad avere fiducia nel nostro progetto e a votare la vera e unica alternativa per l’Italia. Chi non sta con Draghi e con i suoi supporters politici non può che essere dei nostri.

 

Domanda: Un punto chiave del vostro programma elettorale nazionale?

 

DE Carli: Siamo gente pragmatica che non presenta un programma per chiedere il 3% dei voti ma perché abbiamo una proposta per il governo del paese. Delle cinque “cose da fare” che abbiamo presentato una in particolare risulta essere il cuore della nostra iniziativa politica ed elettorale: evitare che si realizzi la digitalizzazione dell’identità del cittadino anche attraverso strumenti di controllo come il Green Pass e l'obbligo vaccinale, difendendo la sovranità nazionale e gli interessi degli italiani dall’ingerenza delle strutture tecnocratiche sovranazionali.

 

Domanda: Ora le chiediamo invece un punto chiave del suo personale programma elettorale legato al territorio romagnolo.

 

De Carli: Una proposta romantica per un romagnolo come me e allo stesso tempo ricca di possibilità di ulteriore sviluppo per la mia terra: la regione Romagna. Siamo dentro una stagione politica caratterizzata da un vuoto assordante di identità valoriali chiare e azioni politiche conseguenti: battersi per l’autonomia regionale della Romagna significa ridare slancio ed entusiasmo ad una comunità troppo spesso” sottomessa” dalle logiche di potere bolognesi e creare le condizioni di un vero e proprio nuovo miracolo economico come quello degli anni sessanta e ottanta che videro la nostra terra protagonista a livello globale. Da dopo ferragosto, attraverso il format della “biennale del dissenso 2”, presenteremo paese per paese che cosa intendiamo fare per rendere la Romagna indipendente e prospera per i prossimi anni a venire.

 

Domanda: In conclusione con cosa stupirà i suoi potenziali elettori in questa estate italiana formato campagna elettorale?

 

De Carli: Sarà una campagna elettorale dove regneranno i piatti più buoni della tradizione romagnola affiancata dai nostri migliori vini. Gireremo tutta la Romagna con le nostre “cene in amicizia” dove racconteremo la nostra visione del paese per i prossimi dieci anni facendo assaporare alle famiglie romagnole la bontà dei prodotti dei migliori produttori nostrani, con alcuni dei quali lanceremo ufficialmente l’iniziativa di un vero e proprio “marchio Romagna” per la tutela e valorizzazione delle nostre eccellenze.

 

 

 

 

Intervista a Carlotta Toschi, avvocatessa penalista a Bologna

 

 

 

 

Domanda: Carlotta Toschi, candidata alla Camera dei Deputati per Alternativa per l’Italia. In poche righe, ci racconti di Lei.

 

Toschi: Sono un avvocato, ho 38 anni e lavoro a Bologna. Ho maturato consolidata esperienza nel diritto penale e sin da giovane sono stata affascinata dalla res publica. La res publica è “cosa del popolo” inteso come un insieme di persone che si associa intorno alla condivisione del diritto, come scriveva Cicerone nel suo ‘’De re publica’’, più di duemila anni fa. Tanto attuale ancora ora!

 

Domanda: Alle prossime elezioni politiche, si candida per la lista “Alternativa per l’Italia”, fondata dal Popolo della Famiglia ed Exit, insieme a tanti movimenti di contestazione dell’agenda Draghi.

 

Toschi: In fase di crisi economico - sociale, post pandemia, in piena guerra, la considerazione del cittadino nei confronti della politica è bassa: lo dimostra il quorum delle ultime tornate elettorali. Il giudizio sull’attuale politico è quello di persone più attente a fare il proprio interesse che ad occuparsi del bene comune. Amministrare in modo serio, restituendo fiducia nelle istituzioni e nella politica: si può fare? Appartengo alla generazione che, finito gli studi, non ha incontrato difficoltà a trovare lavoro ma a mantenerlo e a “guadagnare”. Mi considero fortunata perché mi occupo di quello che mi piace fare, l’avvocato e già questo mi fa andare a casa, la sera, pensando che ho fatto qualcosa a favore del prossimo. È giunto il momento di uscire dal Tribunale: sono persona che sa fornire risposte concrete. Sono, per professione ed indole, risolutrice di problemi. Come avvocato, sento che è obbligo mio e della mia categoria incarnare le Istituzioni della Repubblica nel modo più chiaro e di prossimità per il cittadino.

 

Domanda: Un punto chiave del vostro programma nazionale?

 

Toschi: Di primaria importanza è il sostegno diretto alla natalità con il Reddito di Maternità. Stiamo assistendo a un collasso delle strutture statali di Welfare quali, soprattutto, Assistenza e Previdenza sociale. Il nostro Paese si scontra con il dato drammatico degli attuali tassi di natalità.

 

Domanda: Un punto chiave del programma che Le sta particolarmente a cuore?

 

Toschi: Evitare che si realizzi la completa digitalizzazione dell’identità del cittadino attraverso strumento di controllo tramite il Green Pass e l’obbligo vaccinale. Da anni lo ripeto: ogni centimetro di libertà personale, di movimento e di esercizio della professione che abbiamo perso durante la pandemia, saremo costretti a riprendercelo con gravi sacrifici. Mi rifaccio alla sentenza del Tribunale di Firenze del 6 luglio 2022 che si pone sulla scia dell’ordinanza padovana del 28 aprile stesso anno: l’obbligo vaccinale è, così come introdotto nel nostro ordinamento, icto oculi, contrario a Costituzione e a trattati internazionali

 

 

Domanda: In conclusione, cosa l’ha convinta ad accettare la candidatura alla Camera con Alternativa per l’Italia?

 

Toschi: Sarò romantica ma, nella lettura del programma, ho respirato freschezza e una visione per il futuro. L’età media dei candidati è idonea a una nuova forza parlamentare: l’astensionismo del cittadino è nota dolente e una rinnovata e più giovane classe politica può essere sicuramente attrattiva. Ricordiamo bene: non sempre l’età anagrafica è sintomatica di capacità professionale. Abbiamo bisogno di un cambiamento e quel cambiamento può essere Alternativa per l’Italia.

A settembre, venite ai seggi. Partecipate, con noi e per tutti noi, alla democrazia.

 

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Intervista a Lupo Migliaccio di San Felice, avvocato canonista, candidato al Senato della Repubblica con il partito Alternativa per l’Italia

 

 

 

D.: Cosa ne pensa dell’attuale situazione politica interna ed estera e del Premier Draghi?

 

R.: Credo che, purtroppo, manchi un’uniformità di pensiero costruttiva per il Paese. Il susseguirsi di governi tecnici e l’intervento di più partiti non ha aiutato la politica in generale, generando dissidi che hanno ostacolato la promozione di riforme necessarie e urgenti, ostacolate anche da interessi non proficui per il bene comune. A mio avviso, bisogna tornare indietro per andare avanti, procedendo in questo modo si troverà solo l’abisso. Vi sono molteplici ambiti che richiedono, a mio parere, sostanziali interventi con uno sguardo al passato; uno di questi è il numero dei ministeri: esso dovrebbe essere diminuito, mantenendo solo i dicasteri veramente utili e trasformando i rimanenti in dipartimenti. Altrettanto essenziale è ripristinare il vecchio sistema elettorale che consentiva di conoscere il candidato che avrebbe rappresentato i propri elettori. Mi sembra anche necessaria la reintroduzione di un serio servizio di leva che rappresenta una forza in caso di qualsiasi calamità per il Paese, nonché un censimento anche relativo allo stato di salute dei giovani. Dovrebbe essere una leva della durata di sei mesi tre di c.a.r., tre da dedicare alla Patria, con un richiamo almeno di due mesi ogni cinque anni per addestramento formale. Di capitale importanza è anche il ripristino del vecchio sistema pensionistico, la vecchia territorialità giudiziaria, sanitaria, nonché la riforma radicale dell’insegnamento che contempli l’educazione civica al posto dell’educazione gender. Per quanto concerne la politica estera, non condivido il nostro intervento in una guerra farsa, non condivido le politiche sanzionatorie, non condivido il diritto di rappresaglie applicato ai cittadini russi; la nostra Carta costituzionale parla chiaro: ripudiamo la guerra. Ci sarebbe tanto da dire anche per quanto riguarda l’Organizzazione privata dell’Unione Europea, che può, potrebbe anche restare, rinunciando al signoraggio bancario e dando la libertà ad ogni singolo Stato di produrre la propria moneta per uscire dal cappio dell’indebitamento; diversamente prenderei in considerazione i BRICS. Draghi, un capro espiatorio sul quale vorrebbero addossare le colpe di tutto il caos italiano.

 

D.: Circa la pandemia?

R.: Portandoci fuori da quello che verrà, quando il tempo farà emergere la verità circa la sperimentazione sierologica, la prova generale di sistema di monitoraggio sullo stile della Repubblica Popolare Cinese, è stato ed è un fallimento totale; tutto questo va assolutamente fermato, le agende di qualcuno si riscrivano, ma in condizioni di decenza e di umanità. Non si può tacciare di filantropia il crimine perpetrato dalle lobby dei signori Gates, Schwab ed altri ricconi menomati; a questi va spiccato solo un mandato di cattura internazionale, senza se e senza ma. Purtroppo gli autori del genocidio si sono avvalsi di piccole figure, ma è certo che, a tutela del futuro, tutti i responsabili dovranno essere chiamati avanti una commissione di giustizia, nonché risarcire anche di un centesimo ogni cittadino italiano per le mascherine ed i tamponi, dovendo essere, vista “l’emergenza”, tutto a carico dello Stato. In effetti abbiamo visto una forte speculazione che ha arricchito alcuni personaggi con mediazioni di alti importi. Inoltre, sarà necessario aprire un dossier sui signori Renzi e Lorenzin per capire a quale titolo abbiano venduto l’Italia come paese sperimentale ed immediatamente cassare qualsiasi accordo, trattato o quant’altro a riguardo con il relativo arresto preventivo dei già menzionati.

 

D.: Che cosa pensa dell’immigrazione?

R.: È una carta giocata da anni dalle lobby per destabilizzare i vari paesi, del resto noi non possiamo esimerci da nessun impegno sociale, essendo un paese che altrettanto “favorisce” l’emigrazione in particolar modo grazie alle ultime gestioni governative. Il problema grave è che tale situazione non viene affrontata dalle organizzazioni internazionali con serietà e progetti comuni, purtroppo le fasce di popolazioni a ridosso delle aree desertiche africane sono le più colpite per mancanza di acqua e di altri approvvigionamenti per cause anche antropiche e non solo climatiche; tali popoli che non sono, di fatto, delinquenti fino a prova contraria, sono detenuti, una volta arrivati in Italia, in luoghi senza crescita e prospettive di alcunché. Il problema non è l’immigrazione e, a riguardo, apro uno squarcio sulla legge Bossi Fini che va completamente rivista e corretta, ma sulla gestione degli immigrati: dovrebbero fare la quarantena prima di entrare nel territorio nazionale, essere identificati e successivamente essere impiegati in lavori utili, dalla coltivazione della terra alle miniere o secondo le proprie professionalità acquisite nei paesi di origine. Non capisco perché dovremmo dare casa, sussidi e quant’altro senza poter ricevere nulla in cambio. I nostri emigrati in Belgio si spaccavano la schiena nelle miniere. A questo dovrebbero dare anche un impulso le altre nazioni emergenti europee; c’è solo un problema di fondo: la Germania è satura di turchi, la Francia è satura di persone provenienti dalle ex colonie. Insomma, bisogna cambiare gestione e legislazione per non favorire anche la tratta e la prostituzione.

 

D.: Ha fatto accenno alle aree desertiche, circa la situazione climatica?

R.: Altra speculazione, gestendo l’ignoranza della gente al fine di privatizzare l’acqua e le risorse alimentari. L’ acqua, come l’energia elettrica, è un bene primario la cui gestione dovrebbe essere curata in ogni suo aspetto e fuori da compromessi. Invece assistiamo a reali rapine da parte dei gestori sia per l’energia elettrica che per il gas. Anche qui bisogna fare un sostanziale intervento, come riaprire le miniere, sfruttare i nostri giacimenti

Senza dubbio è in atto un cambio climatico, come centinaia sono avvenuti nel corso dei millenni per la nostra vecchia terra; è grave il fatto di voler cavalcare l’onda con la frode: è chiaro che sono tutte sciocchezze le dichiarazioni rilasciate dai signori Gates, Schwab e cricca. Ad ogni buon conto, invece di sperperare i soldi pubblici presi in prestito, visto che abbiamo in casa la ditta internazionale specializzata per la costruzione di impianti di desalinizzazione, la Salini e Impregilo, bisogna semplicemente fare come negli Emirati Arabi, dove l’acqua è data da un desalinizzatore che fornisce circa trentamila litri di acqua al giorno, un desalinizzatore per regione, punto, il problema è risolto e possiamo vendere anche il sale! Come anche non portare l’immondizia all’estero e bruciarla noi per creare energia. Purtroppo, andrebbe anche rivisto il sistema tra regione, provincia ecc. ecc. Sono tanti i provvedimenti da fare come la eliminazione totale dell’IVA e di altre tassazioni., ma da qualcosa bisogna pur cominciare.

 

D.: Qualche intervento sul transumanesimo?

R.: È l’intelligenza dell’uomo che produce le macchine, non possiamo noi diventare macchina; con giusta causa è utilissimo l’intervento nella sostituzione di alcune parti del corpo, ma non dell’intelletto. Ergo, è preferibile porre un freno a sperimentazioni che non portano beneficio all’umanità. L’avvento delle nanotecnologie è una nuova frontiera anche per la farmacopea, benché l’essenziale è l’animus del ricercatore; dello scienziato che mette a frutto del bene la propria ricerca o scoperta scientifica, diversamente stiamo vedendo che cosa è accaduto e che cosa sta accadendo con la sperimentazione della proteina spike contro le sindromi influenzali covid. Le scoperte devono essere a beneficio dell’umanità.

 

D.: Concludendo?

R.: Salutando non posso altro che invocare, pace tra i popoli e concordia tra le genti, progresso scientifico, culturale e sociale, prosperità economica ed alimentare: queste conquiste garantiscono la stabilità della razza umana senza alcuna discriminazione e ghettizzazione. Ecco, facciamo nostri i contenuti della dichiarazione universale dei diritti umani e riflettiamo sui paragrafi dell’enciclica Laudato sì, perché la ragione prenda il sopravvento sulle manipolazioni dei media, “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri, in spirito di fratellanza... diritto alla vita, alla libertà alla sicurezza… nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto, o esiliato”. Chiunque ha manipolato giocando sull’ignoranza e la paura, darà conto a Dio e Dio è un essere molto severo contro chi si prende gioco delle sue creature. Spiritualità e amore cristiano devono essere insiti nelle persone che assumono incarichi di governo, perché più che il cittadino è da preservare totalmente l’essere umano di ogni razza e credo; voglio fare eco in questa battaglia alle parole che gridava un uomo da piazza San Pietro: “Non abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo... aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, civiltà, sviluppo, non abbiate paura, Cristo sa cosa è dentro l’uomo, solo lui lo sa” !

 

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