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“Non c’entra la speculazione”: la verità sull’altalena del gas PDF Stampa E-mail
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Notizie - Economia
Sabato 02 Aprile 2022 23:12
 



ENERGIA /

Andrea Muratore
2 APRILE 2022

 

Le ultime settimane, specie in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, sono state contraddistinte da una fortissima volatilità dei prezzi dell’energia, soprattutto del gas naturale, che ha creato diverse incertezze e problematiche a famiglie, operatori economici, imprese e governi in tutta Europa. L’era della grande incertezza sulle materie prime e l’energia si era, nei fatti, aperta da tempo, specie dopo che la fine dei lockdown e la crisi nelle catene del valore nell’era post-Covid avevano creato asimmetrie nei meccanismi di domanda e offerta. Ma la fase di incertezza geopolitica culminata nell’attacco del 24 febbraio e le sue conseguenze sistemiche hanno aggiunto un elemento di imprevedibilità tale da far correre in alto i prezzi fino a livelli record.

Si é rincarato fino a livelli mai visti prima il gas naturale; si é rinforzato il prezzo del carbone, tornato in auge come sostituto dell’oro blu; in Paesi come l’Italia, vulnerabili sul fronte delle importazioni, si è anche rafforzato il costo dell’elettricità. Questo, perlomeno, fino alla prima metà di marzo. In seguito è iniziato un trend di decrescita e stabilizzazione che ha portato i prezzi medi su livelli più alti dell’era pre-guerra ma su un canale di maggiore prevedibilità. Il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani aveva denunciato speculazioni finanziarie e manovre sottobanco come causa per alcuni rincari capaci di creare notevoli differenziali tra il prezzo della materia prima e il costo, per esempio, del gas “finanziario” scambiato con i contratti in borsa. Marcello Minenna, direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha espresso una visione diversa adducendo come problema il fatto che diverse scommesse sono state svolte a copertura del rischio di perdite degli operatori finanziari, che si aspettavano un calo dei prezzi a inizio 2022, spingendo dunque per un effetto domino i prezzi verso l’alto. E convinto che l’ipotesi della speculazione sia eccessivamente semplicistica è anche l’economista Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni e studioso di questioni energetiche e industriali.

“La complessità dei mercati dell’energia, del gas e anche del petrolio rende difficile dare alla speculazione finanziaria tutta la colpa”, nota Stagnaro dialogando con Inside Over. “Da un lato in questa fase abbiamo un problema evidente di tenuta dei fondamentali delle economie avanzate, mentre al contempo la guerra tra Russia e Ucraina ha aumentato le incertezze che già esistevano in mercati molto tesi e volatili”. In sostanza la tesi di Stagnaro è che, esauritasi la fase di assestamento delle coperture finanziarie, sia piuttosto la volatilità data dalle aspettative dei mercati in relazione ai grandi eventi geopolitici e strategici legati alla guerra e al mercato globale a muovere i prezzi. “Le dinamiche finanziarie possono essere al massimo una concausa”, nota Stagnaro, ma la vera questione è l’incidenza “di movimenti legati a fatti e parole nuove che spingono gli operatori a comprare di più”. Prendiamo l’esempio del gas naturale: dalla chiusura del 23 febbraio, ultimo giorno prima dell’invasione, al 7 marzo il prezzo per megawattora del future sull’oro blu ad Amsterdam è cresciuto da poco più di 95,82 a 228,4 euro (+138,36%), per poi scendere nelle due settimane successive fino a 110,9 euro (-51,45%) e in seguito muoversi e rimbalzare sulla scia delle dichiarazioni dei politici e dei leader.

Ad esempio il 23 marzo, giorno in cui Vladimir Putin ha annunciato di richiedere solo pagamenti in rubli per il gas russo, il gas è rimbalzato del 14,32% in un giorno. “In quest’ottica, è chiaro che l’incerrezza giochi un ruolo”, nota Stagnaro, che sottolinea un’altra possibile chiave di lettura: “i movimenti finanziari sono tirati anche dalle dinamiche fisiche”, dato che oltre ad acquistare di più in certe fasi, in altre gli operatori possono “mettere mano agli stoccaggi”, non a caso entrati al centro delle strategie del gas della Commissione Europea e, in scia, del governo tedesco (che ha chiesto agli operatori il riempimento al 90% entro ottobre) e di quello italiano. Il timore di una disruption nelle forniture dalla Russia aumenta l’incertezza. In quest’ottica, bisogna tenere conto del fatto che quella di Putin verso l’Occidente è, per certi versi, una guerra sia economica che psicologica: “le parole del leader russo”, nota Stagnaro, “non sono casuali. Orientano i prezzi in direzione favorevole ai desiderata di Mosca”, che riesce così a consolidare la bolletta energetica dovutale quotidianamente dall’Europa, che versa secondo le stime tra i 700 milioni e il miliardo di euro al giorno alla Russia.

Il punto chiave, dunque, è la governance ottimale dei mercati. E da quanto analizzato dalle dichiarazioni di analisti come Minenna e Stagnaro, che da visioni ideologiche dell’economia non complementari giungono alla medesima conclusione di depotenziare il peso della speculazione e di invitare a una più cauta e accorta gestione delle politiche e delle parole non si può che cogliere un preciso indirizzo politico per i Paesi europei. E cioè l’invito a non dimenticare l’importanza di una seria agenda energetica che non cerchi alibi o scuse, ma capisca l’importanza delle sfide del presente. Le interiorizzi e, soprattutto, decida. Per non morire d’ignavia di fronte alla sfida di Putin e al rischio della marginalizzazione geopolitica.

Fonte:https://it.insideover.com/energia/non-centra-la-speculazione-la-verita-sullaltalena-del-gas.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect&_ga=2.157026302.414724557.1648580366-218235178.1509650680
Ultimo aggiornamento Sabato 02 Aprile 2022 23:30
 

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