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Omaggio a Jerry Calà PDF Stampa E-mail
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Lunedì 26 Luglio 2021 21:40



Evento coi fiocchi in Arena per celebrare come meritano i 70 anni d’età

ed i 50 anni di carriera del poliedrico Jerry Calà


 

Servizio e foto di Claudio Beccalossi


 

Verona – Grande serata nell’anfiteatro romano in omaggio ai 70 anni d’età ed al mezzo secolo di carriera di Calogero Alessandro Augusto Calà (cabarettista, attore, cantante, sceneggiatore, regista, Catania, 28 giugno 1951), noto a tutti semplicemente come Jerry Calà.

Il caleidoscopico personaggio dello spettacolo è stato omaggiato per più di due ore dalla diretta televisiva di Rtl 102.5 e dalla partecipazione di tanti amici-big che si sono alternati a fargli gli auguri e ad interpretare i loro “cavalli di battaglia” canori, motivi evergreen della nostalgia dalla lacrimuccia facile per gli anni Sessanta, Settanta ed Ottanta che secolo che fu. Accompagnati dalla JerrySuperband e dalla Verona Young Orchestra di 70 musicisti diretti dal maestro Diego Basso, hanno fatto capolino con ricordi, battute, affetto esibendosi nei pezzi forti estrapolati da ciascun repertorio, Maurizio Vandelli de “L’èquipe 84”, Shel Shapiro dei “Rokes”, Massimo Boldi, Gigliola Cinquetti, Fausto Leali, Sabrina Salerno, Fabio Testi, Ivana Spagna, Ezio Greggio, J-Ax, Mara Venier (sua ex moglie dal 1984 al 1987), Katia Ricciarelli. Inevitabile, poi, la rimpatriata con gli altri… felini della compagine storica cabarettistico-musicale de “I Gatti di Vicolo Miracoli”, Umberto Smaila, Franco Oppini e Nini Salerno, riuniti nel nome (e nell’interpretazione) di “Verona beat” (omaggio al liceo “Maffei”). Tutto sull’onda… emotiva di “capito?”, “ciao…”, “prova…”, “libidine” ecc.

Jerry Calà ha architettato un viaggio a ritroso per l’Arena gremita con… distanziamento (secondo odiose ma necessarie disposizioni anti-Covid-19) di estimatori di tutte le età servendosi della “sua” macchina del tempo avviata con voce e chitarra su pungoli di Angelo Baiguini e Federica Gentile di Rtl 102.5. Il marchingegno della memoria ha voluto ricordare anche due figure dello spettacolo teatrale e musicale scaligero purtroppo scomparsi, Roberto Puliero e Renato dei Kings.

Ne è passata d’acqua (del fiume Adige) sotto i ponti (di Verona) da quando, ragazzino, Jerry (nomignolo attribuitogli da compagni di scuola per le sue riuscite imitazioni di Celentano che emulava, a sua volta, Jerry Lewis) si trasferì definitivamente da Catania al seguito del padre dipendente delle Ferrovie dello Stato, Salvatore (che, quando nacque, si trovava nell’aeroporto di Ciampino, presso Roma, dove lavorava come steward di terra per la Boac, futura British Airways), della madre Maria Rosa Fichera e della sorella Marika.

In città concluse la scuola secondaria di primo grado e poi frequentò il liceo classico “Scipione Maffei” (dove fece comunella con gli altri “gatti”) per poi diplomarsi all’istituto “Aleardo Aleardi” ed iscriversi alla facoltà di Lettere classiche, a Bologna, senza tuttavia concludere il percorso universitario. Aveva altri grilli per la testa, saltellanti anche al “Maffei” con il gruppo teatrale e canoro “Studio 24” da dove sbucarono, nel 1971, “I Gatti di Vicolo Miracoli” (nota arteria laterale della centrale via Roma, sede dell’ufficio delle tasse e d’una casa di tolleranza) prima e seconda versione, quella definitiva, con Smaila, Oppini, Salerno e, appunto, Calà.

Scoperti da Cino Tortorella (Felice detto Cino, Ventimiglia, Imperia, 27 giugno 1927 – Milano, 23 marzo 2017, autore, conduttore e regista televisivo, il famoso Mago Zurlì dello “Zecchino d’Oro”, rassegna delle canzoni interpretate da bambini), trovarono il trampolino di lancio al “Derby” di Milano e, da lì, la strada del successo guadagnato fu meno frastagliata. La “consacrazione” avvenne con la partecipazione nel 1977 al programma televisivo “Non stop” con la regia di Enzo Trapani. Nel 1980 fu la volta del debutto nel cinema con il film “Arrivano i gatti” diretto da Carlo Vanzina seguito, l’anno dopo, da “Una vacanza bestiale”, sempre sotto le grinfie di Carlo Vanzina.

In seguito al successo delle pellicole successive (“I fichissimi” con Diego Abatantuono) ed ai suggerimenti di Bud Spencer (Carlo Pedersoli, attore, sceneggiatore, produttore e, prima, nuotatore e pallanuotista, Napoli, 31 ottobre 1929 – Roma, 27 giugno 2016) durante la lavorazione di “Bomber” (1982) sotto la regia di Michele Lupo, Calà decise di…mettersi in proprio. Nel 1993 s’imbatté (è proprio il caso di dirlo, considerando il filone da commedia comica intrapreso) nel cinema d’autore, sua giusta velleità. Con il grottesco “Diario di un vizio” diretto da Marco Ferreri (1983) il suo ruolo drammatico gli fece valere al Festival internazionale del cinema di Berlino il premio quale miglior attore dal Gotha della critica italiana.

Un passo cruciale di Jerry fu il grave incidente stradale in cui rimase infortunato in lungadige Attiraglio, a Verona, il 7 febbraio 1994, per la rottura dell’arteria femorale. Se ne uscì nel 1995, dopo un’operazione e sei mesi di mobilità tramite una sedia a rotelle.

La sua vita privata si stabilizzò dalle mattane risposandosi, il 5 settembre 2002, con l’imprenditrice veronese Bettina Castioni che, il 16 gennaio 2003, gli diede il figlio Johnny, esibitosi con la chitarra sul palco dell’Arena per il duplice anniversario di vita e di spettacolo del padre. Dalla prima apparizione nel cinema (non accreditata) in “Calma ragazze, oggi mi sposo” (regia di Jean Girault, 1968) all’ultima censita (“Odissea nell’ospizio”, con sua regia, 2019), Calà ha preso parte a 35 film di cui 6 come regista, a 4 programmi televisivi con “I Gatti di Vicolo Miracoli”, 6 serie, miniserie e film TV, 10 quale soggettista e sceneggiatore, 9 esibizioni teatrali (compresa l’ultima del “Buon compleanno, Jerry” in Arena). La sua discografia annovera 3 album, 3 raccolte e 8 singoli con i compari “Gatti”, 6 album come solista, 18 singoli (tra cui “Pony Express Time” con Umberto Smaila, “Ocio” con J-Az e “Odissea nell’ospizio” con i “Gatti di Vicolo Miracoli”).

Oltre al premio a Berlino accennato, Jerry s’è guadagnato altri riconoscimenti: il Telegatto nel 1987, il Premio delle forze dell’ordine per “Vita Smeralda Tour” al XII Megashow del 2007, il Platinum Award per “Torno a vivere da solo” al Monte-Carlo Film Festival de la Comédie nel 2008. E, poi, vari premi alla carriera: al Catania Film Fest Gold Elephant World - International Film & Musical Festival nel 2012, al Wilde VIP European AwardOsservatorio parlamentare europeo e del Consiglio d’Europa nel 2014, al Premio Giulietta ambasciatrice di Verona nel 2015, al Taormina Film Fest, Taormina Arte Award (Premio Cariddi) nel 2016, al Benevento Cinema e Televisione nel 2017, all’Ischia Global Film & Music Fest nel 2019, al Terni Pop Film Fest nel 2019. Il 19 aprile 2016 l’editore “Sperling & Kupfer” distribuì nelle librerie l’auto-bio-grafia di Jerry Calà, con un titolo che non poteva essere più azzeccato, per l’uso continuo da parte dell’interessato del termine-etichetta, ormai suo esclusivo copyright: “Una vita da libidine”.

A conti fatti e con tanto passato, il brindisi finale del “Buon compleanno, Jerry” appare più come un “Buon proseguimento, Jerry”. La vitalità e l’entusiasmo ci sono ancora, gli ammiratori (ed i denigratori, tutto fa brodo) di due generazioni anche. Avanti, allora: lo spettacolo (di Jerry Calà) deve continuare…


 

VeronaL’impatto con Jerry Calà al termine delle prove dello spettacolo in Arena, nel tardo pomeriggio, non è dei migliori. Al vederlo così… informale, in pantaloncini corti, con gambe esageratamente arcuate e passo incerto accanto ad un’altra persona, m’ha lasciato un tantinello sorpreso, se non rammaricato. Avvicinatomi a lui per un breve colloquio con selfie insieme, m’ha subito redarguito per la distanza da tenere causa Covid-19 (sintomo d’ipocondria accentuata dalla propaganda allarmistica di media servili sulla pandemia?) e mi sono adeguato alla manfrina per poter arrivare al mio obiettivo: foto esclusive del personaggio. Gli scatti, così, hanno fermato un Jerry Calà non più restio, nervoso e brontolone con chi l’avvicinava ma gioviale, disponibile e sorridente. Nonostante la stanchezza (anche psicologica) accumulata nel rewind del suo percorso sotto i riflettori, per la preparazione e gli ultimi ritocchi dello show dedicato alla duplice ricorrenza tra il personale ed il pubblico. Jerry Calà, dunque. Un “libidinoso” dello spettacolo che non vuol ancora saperne di tirare i remi in barca. Punto… (c. b.)


 

Claudio Beccalossi e Jerry Calà.
 

L’esuberante Sabrina Debora Salerno (Genova, 15 marzo 1968), cantante, show-girl, attrice 
 

Ivana Spagna (Valeggio sul Mincio, Verona, 16 dicembre 1954), cantautrice.

 

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