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Notizie - Opinioni
Sabato 17 Luglio 2021 01:40



 


 


 

L'emigrazione è la ferita più profonda


 

Nel numero 6/21 di Limes 'Se la Russia crolla' dedicato all'escalation di tensione tra la Russia e gli Stati Uniti al confine ucraino e nel Mar Nero, viene presentata la questione Moldova-Transnistria come una delle componenti dell'instabilità politica 'Est-Ovest'.

La netta vittoria della presidente Sandu permette al suo partito PAS (Partito Azione e Solidarietà) di conquistare 63 seggi su 101 in un Parlamento monocamerale e di poter operare per la prima volta in circa 30 anni di vita del Paese, con una certa indipendenza e autonomia. Il voto della diaspora e’ stato in generale senza precedenti. Il sostegno inedito dei moldavi all’estero – il 40 per cento di tutti gli abitanti della piccola ex repubblica sovietica – hanno premiato Sandu con il 92 % delle preferenze, garantendole la vittoria sul presidente uscente, il filorusso Igor Dodon. Sandu però deve scrollarsi di dosso la grande fragilità economica e geografica del Paese, sedimentata nel tempo ed ereditata dai governi precedenti. Ma siamo così sicuri che questa fragilità sia il problema piu' drammatico di questo piccolo Paese?

Secondo l'ONU la Moldova è fra i dieci paesi al mondo che subirà il maggior calo demografico. La causa è da ricercare nell'emigrazione dei suoi abitanti in atto da diversi anni. Quanti sono i moldavi all'estero? Stime recenti parlano di piu' di un 1 milione di fuoriusciti. Molto numerosi quelli residenti stabilmente in Italia: 120.000 sono in possesso di regolare permesso di soggiorno, e altri 23.000 hanno già acquisito la cittadinanza italiana.

Si calcola che nel 2050, fra una trentina d'anni, la Moldova perderà ancora un milione di abitanti se dovesse perdurare la situazione pre-Sandu. Il tasso di natalità nel paese è bassissimo, mettere al mondo figli nel Paese con i problemi che ha oggi presuppone una forte dose di coraggio. Se chiedi a qualcuno che si appresta a partire per emigrare verso altri paesi il perché della decisione, la risposta è quasi sempre: “Che futuro avranno i miei figli qui in Moldova?”. La diaspora ha dato un forte segnale alla sua Presidente. Ha espresso una fiducia totale come una cambiale in bianco, ma ha espresso nel contempo una chiara volontà di tornare nel paese d'origine purchè ci siano le condizioni per tornare e ha dato un messaggio forte e chiaro: basta con le troppe promesse e raggiri sofferti sulla propria pelle da parte dei governi filorussi e filoeuropeisti che hanno rubato non solo soldi ma la speranza di un mondo migliore per i propri figli.

A nostro parere, la 'stella cometa' Sandu dovrà tenere questa rotta prioritaria: fermare l'emorragia dell'emigrazione. Se fallirà in questo decreterà la fine di un piccolo stato che troverà all'estero una nuova ragione di vita


Perchè il conflitto Moldova-PMR appare insanabile


Altro problema bollente da affrontare è la situazione economica che è disarmante se si pensa che sul fronte energetico la Moldova dipende ancora in larga parte dalla Transnistria che ha il controllo delle due centrali idroelettriche sul Nistro e dal gas russo della Gazprom. A dire il vero è quasi ultimato il gasdotto rumeno Iasi-Ungheni che a fine anno sarà operativo e che dovrebbe garantire una certa indipendenza economica da Mosca. È proprio la situazione politica con la Transnistria congelata nel tempo che fa comodo un po' a tutti eccetto che alla Moldova, a costituire la vera spina nel fianco della Moldova. Sembra ormai chiaro che Mosca non rinuncera' mai alla Transnistria anche perchè ha tra l'altro il controllo dell'arsenale di armi a Cobasna a pochi chilometri dall'Ucraina, di qualcosa come 20.000 tonnellate di armi scadute. Dovesse accadere un incidente, e verificarsi un’esplosione incontrollata all’interno del magazzino, gli effetti sarebbero disastrosi. E aspetto da non sottovalutare, a gestire questo deposito è la Federazione Russa, coadiuvata da una piccola rappresentanza di forze militari della Transnistria.




D'altro canto Mosca non ha interessi particolari ad influenzare più di tanto la politica della Moldova, tant'è che ha abbandonato da tempo al suo destino il leader filorusso del partito socialista, Dodon, considerato inadeguato per i tempi attuali alla guida del Paese. In tal senso la vittoria della Sandu è una vittoria soprattutto personale oltre che per la sua manifesta onestà e trasparenza, anche e soprattutto per la sua campagna anticorruzione e per la salvaguardia dei diritti civili in un piccolo Paese che in 30 anni di indipendenza ha inanellato governi filorussi e filoeuropeisti i quali han fatto a gara nel calpestare questi diritti e nell' imporre veri e propri regimi di corruzione. La Moldova avrà con Sandu una nuova prospettiva economico-commerciale se verrà riformata la rete viaria (vedi ad esempio la nuova autostrada Kiev-Chisinau) e ferroviaria con nuovi binari, visto che sta pagando le conseguenze dell'accesso negato al mare per uno scellerato disegno voluto dal Cremlino nei suoi confronti che hanno di fatto consentito uno sviluppo neppure incompleto della Bessarabia. Mantenere aperto un canale di dialogo e collaborazione con Mosca appare quindi per Sandu una scelta irrinunciabile.


Enclavi ed exclavi


A ben guardare, l'enclave della Transnistria (PMR per la Russia) non si discosta più di tanto dall’exclave (porzione di territorio al di fuori dei confini di uno stato all'interno di uno stato diverso da quello cui appartiene dal quale è completamente circondato) di Kaliningrad, che si trova tra la Polonia e la Lituania, con accesso sul Mar Baltico, è geograficamente separata dal resto della Russia e, per questo, rappresenta un’area strategicamente importante per il Paese poiché garantisce accesso al blocco europeo e alle regioni dell’Alleanza Atlantica. Per tale ragione, il Cremlino ha costruito nell’area numerose basi militari dotate di missili di difesa aerea S-300 e S-400, nonché missili anti-nave Oniks e Iskander-M sviluppati per trasportare sia una testata convenzionale sia una nucleare fino a circa 500 chilometri di distanza (alla distanza di Berlino per intenderci).

Tuttavia, se, da una parte, la sua posizione geografica conferisce a Kaliningrad tutte le caratteristiche necessarie per essere un’ottima base militare, dall’altra la rende un obiettivo “altamente esposto”, come, anche se in minor misura, la Transnistria, una striscia di terra collocata tra Moldova e Ucraina.

Le enclavi russofile come Gaugauzia e Transnistria nel territorio della Moldova – e l'exclave come Kaliningrad, sono la conseguenza di un comportamento ormai consolidato della Russia che risponde alle mosse delle Nato e USA costruendo come contromosse in posizione strategiche tanti 'cavalli di Troia' altamente esposti ma armati con sistemi ultramoderni di difesa-offesa.

Nella foto sono rappresentate l'enclave della Transnistria e l'exclave di Kaliningrad che appare come una superfortezza che si affaccia nel Baltico e dotata di un sistema di missili a lunga gittata. Kaliningrad e Transnistria sono di fatto due postazioni strategiche per la Russia a ridosso del mondo occidentale.
 


 


 

Quale sarà il futuro della Moldova con uno scenario politico filoeuropeista? A nostro avviso sarebbe un errore se Maia Sandu si affidasse unicamente al sostegno dell'UE e in generale dell'Occidente. Mantenere invece un rapporto equidistante con i due blocchi che fanno capo all'UE/NATO/US da una parte e a Mosca dall'altra, appare la politica più consigliabile per il piccolo Paese. Da non trascurare il fatto che la Transnistria è stata e rimarrà un problema per la Moldova, una mina non disinnestabile se non verrà meno la protezione di Mosca. Fino a tanto che la Transnistria godrà di questa protezione continuerà ad essere di fatto un'entità indipendente con la quale mantenere un rapporto di collaborazione almeno sul lato economico-commerciale. Alternative sembrano non esserci. Del resto chi pensa oggi seriamente ad un crollo della Russia?

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Luglio 2021 01:48
 

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