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Freddo e strizza nella notte per una capotreno PDF Stampa E-mail
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Notizie - Fatti
Mercoledì 13 Gennaio 2016 16:01

Bassa temperatura e qualche malintenzionato come “compagnia” nell’attesa d’un taxi per l’hôtel, mai arrivato – Il provvidenziale intervento della polizia che s’è premurata di portarla a destinazione –
Un coacervo-no che ha scatenato una richiesta urgente di accertamenti sullo spiacevole caso

Vicenza – Il Vicenza Tiepolo Hôtel è un elegante 4 stelle dotato di 115 camere (arredate con stile e fornite d’ogni comfort come… Dio comanda), sorto nel 2000 e situato in viale San Lazzaro 110. Ben frequentato per lavoro e turismo anche per la sua posizione strategica tra la Fiera, il centro storico e l’area produttiva di Vicenza, l’hôtel è dedicato al famoso pittore ed incisore Giambattista Tiepolo (o Giovanni Battista o Zuan Batista), nato a Venezia il 5 marzo 1696 e morto a Madrid il 27 marzo 1770.

Nella foto: Un´ immagine dell’entrata del Vicenza Tiepolo Hôtel.


Nonostante verta su managers e personale impostati su una professionalità pressoché “ortodossa”, qualcosa riesce sempre a sgattaiolar fuori dalla metodica ed ordinaria routine positiva. Non certo per colpa degli addetti ma per una sorta d’onnipresente, antipatico e perverso demonietto remacontro che fa comunque imbestialire. Come quello che, suo malgrado, l’ha visto nel mirino, per una bizzarra coincidenza di contrattempi, la notte tra l’11 ed il 12 gennaio scorso.
Avendo, tra gli altri, un contratto applicativo per servizi di soggiorno a favore di personale della Società Trenitalia del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (con un allotment – cioè un determinato numero di camere d’albergo a disposizione esclusiva di un’agenzia di viaggi, di un’affidataria o di altri pre-negoziatori – pari a 2 per notte), una giovane capotreno veneziana, S. O., 22 anni, avrebbe dovuto utilizzare il servizio navetta e pernottare presso il Vicenza Tiepolo Hôtel se… Se la sfortuna non ci avesse messo lo zampino…
L’episodio che l’ha avuta come protagonista è stato riferito di getto a vari colleghi tramite il notebook dall’interessata, alle ore 01.54 del 12 gennaio. «Questa sera (l’11 gennaio, n.d.t.), nello svolgere il turno VE 2527 con dormita a Vicenza – ha scritto la dipendente Trenitalia – sono arrivata fuori dalla stazione di Vicenza alle ore 00.00 circa. Alle 00.02 ho chiamato per la prima volta l’hotel che mi diceva che la solita navetta era rotta, di prendere un taxi e che poi avrebbero provveduto loro al pagamento della tariffa. Quindi, ho chiamato un taxi che, dopo diversi tentativi, alle 00.07 mi rispondeva che avevano preso in carico la richiesta e che sarebbero arrivati il prima possibile. Alle 00.25, non avendo ancora visto arrivare nessuno, ho riprovato a chiamare il receptionist dell’hotel che si scusava dell’attesa, mi diceva che avrebbe sentito lui il centralino dei taxi e mi avrebbe poi fatto sapere. Sono seguite altre due chiamate nei dieci minuti successivi perché ancora non arrivava nessuno. Alle 00.40, mentre vagavo davanti alla stazione continuando a spostarmi per allontanarmi della brutta gente che continuava ad importunarmi nell’attesa, è passata una volante della polizia che s’è fermata per assicurarsi che fosse tutto OK. Dopo aver spiegato ai poliziotti la situazione, venivo accompagnata dalla volante in hotel (arrivando alle 00.48). Il taxi non era ancora arrivato. Segnalo l’accaduto affinché non si ripeta. Non è stata per niente una bella situazione dover attendere più di 40 minuti fuori, al freddo, con la gentaglia che c’era».
Uno dei destinatari della nota, prima ancora di ricevere l’e-mail dalla collega ma al corrente della circostanza perché in contatto telefonico, aveva provveduto a “girare” ad un altro nominativo di Trenitalia il… supplemento di precisazioni: «Alle ore 00.55 ho ricevuto la telefonata della capotreno S. O. giunta a vicenza con tr. 20898 per tr. 20811 avvisandomi che è stata ad aspettare 40 minuti l’arrivo della corsetta dell’hotel e che ha raggiunto lo stesso hotel in un’auto della polizia. Il gestore dell’hotel ha detto che il pulmino è rotto da due giorni e che il personale doveva interessarsi nel richiedere un taxi».
Ovviamente, nel “caso” è stato coinvolto un livello superiore che ha perentoriamente richiesto d’avviare con urgenza gli accertamenti per la verifica di quanto verificatosi ai danni della dipendente FSI, abbandonata in piena notte alla mercé della bassa temperatura e di qualche malintenzionato. E meno male che la polizia-principe azzurro ha rimediato in extremis, quando già la strizza stava rimpiazzando il gelo. E, sempre, con la pelle d’oca valida per ambedue…

Claudio Beccalossi

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Gennaio 2016 16:11
 

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