Rodotà: diritto a Internet in Costituzione. Stampa
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Notizie - Quid Juris
Mercoledì 01 Dicembre 2010 16:29
 


Internet come diritto fondamentale dell’individuo. Il costituzionalista e giurista Stefano Rodotà propone che il diritto di accesso alla Rete venga tutelato dalla carta costituzionale italiana. Si tratterebbe di aggiungere allo storico testo un ipotetico articolo 21 bis, che reciterebbe “tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”. La modifica riguarderebbe una parte della carta costituzionale che, in realtà, è intoccabile, ma, come spiega Rodotà, non si tratterebbe di una vera e propria modifica ma solo di una precisazione che ampia la sfera dei diritti. “Affermare il diritto a Internet quale diritto fondamentale dell’individuo – spiega il giurista – e quindi inserirlo nella carta costituzionale è quanto di più avanzato potrebbe fare la nostra classe politica, il modo migliore per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia. La costituzione italiana è una delle più belle del mondo ma è nata in un’epoca in cui Internet non esisteva. Ora è arrivato il momento di cambiare e di scrivere che l’accesso alla Rete, il più grande mezzo di comunicazione della storia, è un diritto costituzionale”. La proposta di Rodotà è sostenuta da Wired, che online ha messo a disposizione uno spazio dove discutere dell’idea e dove chiunque può simbolicamente firmare per manifestare il proprio sostegno all’iniziativa.

Per appoggiare la proposta:

http://www.internetcostituzione.it/