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Sabato, 07 Dicembre 2019
Il Ministero conferma la chiusura degli Uffici Postali in Toscana. PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Arno   
Sabato 15 Settembre 2012 08:03


È confermato il rischio chiusura per decine di uffici postali in Toscana. Il taglio è di 173 uffici postali e di 1500 posti di lavoro buona parte dei quali in Toscana.
ll Ministero ha risposto all’interpellanza urgente presentata dai parlamentari toscani del Pd, primi firmatari On. Silva Velo e On. Ermete Realacci. Una risposta tutt’altro che rassicurante.
Il Governo ha rassicurato che non ci saranno licenziamenti, ma solo trasferimenti, mobilità, pensionamenti e quant’altro. Il piano di ristrutturazione e riorganizzazione pensato dal Governo per Poste italiane prevedrebbe una diversa distribuzione dei territori affidati ai portalettere , con un loro ampliamento e quindi con una conseguente riduzione del numero dei portalettere, la chiusura di numerosi uffici postali , ma anche la chiusura di alcuni centri di smistamento territoriale con particolare riferimento alla regione Toscana.

“Resta sul campo l’oggettivo arretramento della capillarità e della qualità del servizio postale specie dove ce n’è più bisogno. Poste Spa, ricordiamocelo è gestore unico di un servizio che dovrebbe essere universale” attacca l’On. Ermete Realacci , responsabile Green economy del PD.”
La battaglia continua a tutti i livelli – continua Realacci – insieme all’Uncem, ai tanti sindaci e ai cittadini perché non è accettabile lasciare carta bianca al management di una società di proprietà del Governo per scelte che toccano sul vivo la qualità di vita di centinaia di migliaia di persone e comportano l’abbandono di interi territori. Il ministero di fatto pare che lasci libera Poste Spa di fare ciò che più gli aggrada: ma su questo argomento non ci può essere solo l’obiettivo del profitto perché il servizio deve essere universale, perché ci sono molte agevolazioni dirette e indirette di cui il gestore unico beneficia perchè è decisivo il mantenimento del servizio nella aree periferiche, quelle peraltro dove spesso non c’è nè banda larga nè un alto livello di capacità informatiche. Un conto infatti è una giusta razionalizzazione, altra cosa è tagliare drasticamente un servizio importante per il territorio ed essenziale per i cittadini, anche per sostenere il mantenimento delle comunità e di molte attività economiche a partire dal turismo.”

nove.firenze.it
 

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