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Processo lungo, al Senato si' alla fiducia. PDF Stampa E-mail
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Notizie - Diritto
Venerdì 29 Luglio 2011 22:16



ROMA - Il processo lungo passa al Senato con il voto di fiducia, 160 si' contro 139 no, e torna alla Camera in un clima di aspro scontro e portandosi dietro una scia di polemiche anche su possibili 'strafalcioni giuridici'' nel testo. Non sono state risparmiate staffilate da un settore all' altro dell' emiciclo, durante le dichiarazioni di voto che precedono le due chiame dei senatori, in un' atmosfera resa incandescente da accuse alla maggioranza di approvare norme che serviranno a bloccare i processi Mills e Ruby in cui e' imputato il presidente del Consiglio, incurante - accusa l'opposizione - della grave situazione economica e dei richiami del Presidente della Repubblica al confronto e a una ''svolta per sopravvivere''.
 
All'attacco anche Famiglia Cristiana che titola un editoriale online ''la mafia ringrazia'', dal momento che il provvedimento ''fara' danni agli onesti e un favore alla mafia''. Nell' Aula, prima del voto, i senatori dipietristi hanno esposto cartelli con la scritta ''Ladri di giustizia'' sostenendo, nella bagarre generale, che si fa ''un regalo al premier e ai grandi criminali. ''Il corpo della politica - ha tuonato Luigi Li Gotti - e' invaso dalle metastasi per colpa vostra, siete causa dell'antipolitica. Sarete ricordati come la pagina piu' buia della Repubblica''.
 
''Ora fiduciatevi, non cadrete in piedi, ma con le spalle al popolo cercando di evitare i meritati e sacrosanti calci nel sedere'' ha concluso il senatore dell' Idv tra gli applausi dei suoi e le proteste dei pochi senatori della maggioranza presenti in Aula. Non e' da meno la vis polemica di Anna Finocchiaro che rivolgendosi ai senatori del Pdl ha preannunziato: ''quando sfilerete sotto quel banco per dire il vostro si', sentirete sul collo il piede del padrone, e dentro di voi qualcosa ribollira'''. ''Sarebbe il tempo dei 'liberi e forti''' ha aggiunto la capogruppo del Pd, richiamando l'appello di De Gasperi nel dopoguerra, con un invito a ''dare la prova che questo governo e' capace di badare ad altro che a un premier braccato che si chiude nelle sue stanze''. Quando ha preso la parola Maurizio Gasparri la temperatura era incandescente, con un Aula finalmente piena.
 
''Non accettiamo - ha esordito - lezioni di moralita' da chi non ha titolo per impartirne. Se un regime c'e' lo si vada a cercare a Sesto San Giovanni dove di padre in figlio i sindaci alimentano un sistema di illegalita' che riguarda la vostra storia''. ''Se cercate il regime guardatevi allo specchio e lo troverete nel vostro passato e nel vostro presente'' ha concluso Gasparri mentre l'emiciclo di destra sembrava venir giu' per gli applausi. Un clima da stadio, che ha avuto una coda polemica con la replica del sindaco di Sesto San Giovanni Giorgio Oldrini, figlio di Abramo Oldrini, che e' stato sindaco dal 1946 al 1962 che ha annunciato querele. ''Leggo le offese che mi rivolge un tal Oldrini, il cui nome non ho fatto al Senato, e che dimostra di avere una gran coda di paglia'', ha replicato Gasparri imperturbabile. Ma su questo e' intervento un altro ex sindaco di Sesto, la senatrice Fiorenza Bassoli con una lettera di protesta a Schifani per gli insulti ad ''una intera citta'''.
 
Al Senato, peraltro, ha fatto il suo debutto da Guardasigilli il senatore del Pdl Nitto Palma, che ha accusato l'opposizione di dare ''una rappresentazione diversa da quella che e' la realta''' perche' ''la norma non avra' effetti deflagranti''. Un giudizio diametralmente opposto a quello dato dal presidente dell' Anm Luca Palamara, che in mattinata dalle colonne del Corsera aveva inviato il neoministro ad intervenire sul ddl perche' con questo provvedimento ''si avrebbero effetti devastanti sui procedimenti penali''. La presa di posizione di Palma fa dire al dipietrista Belisario: ''con Palma siamo caduti dalla padella nella brace''.
 
ANM: E' INACCETTABILE, FAVORISCE CRIMINALI - ''La giustizia e' una cosa seria, ma purtroppo nell'ultimo periodo rischia di essere ridicolizzata: processo lungo, processo breve, la verita' e' che si vuole impedire di portare il processo a sentenza. E' un favore ai criminali e si nega la giustizia alle vittime. E' inaccettabile''. Lo ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, intervistato dal Tg3, commentando il ddl sul processo lungo approvato dal Senato.
 
FAMIGLIA CRISTIANA, LA MAFIA RINGRAZIA - ''Processo lungo, la mafia ringrazia''. Cosi' Famiglia Cristiana titola un editoriale online in cui il magistrato Adriano Sansa commenta l'approvazione al Senato, con la fiducia posta dal governo, del provvedimento che secondo il settimanale cattolico ''fara' danni agli onesti e un favore alla mafia''. ''A chi giova? A chi vuole tirare in lungo il processo - scrive Famiglia Cristiana -: finalmente la verita'. Il processo breve era una menzogna, perche' significa la morte anticipata della procedura. Qui almeno si dice chiaramente l'obiettivo''.

PALMA, NON AVRA' EFFETTO DEFLAGRANTE -
"Il processo lungo appena passato al Senato? Si dicono tante inesattezze". E' quanto afferma il neoministro della Giustizia, Francesco Nitto Palma, in una video intervista pubblicata sul sito ilfattoquotidiano.it. "Sul processo lungo - dice - c'é stata tanta discussione mediatica e tante inesattezze, ma non avrà nessun effetto deflagrante". "Non ho firmato le leggi ad personam che lei mi affibbia e l'amicizia con Previti, oppure io come testimone di nozze di Palamara, sono fatti privati. Da ieri sono fedele solo alla Costituzione" ha fatto sapere Palma, in una video intervista pubblicata sul sito ilfattoquotidiano.it.

VIETTI, PROVVEDIMENTO VA IN DIREZIONE OPPOSTA A UE - Secondo il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, il provvedimento sul cosiddetto 'processo lungo' va "nella direzione opposta rispetto all'Europa". "Il Csm - ha aggiunto Vietti, parlando con i giornalisti stamani a Torino - ha presentato una risoluzione con le proprie valutazione su tali provvedimenti, che sono molto critiche. Abbiamo valutato di non votarlo su richiesta di alcuni componenti laici per consentire un miglior approfondimento; prendiamo atto che il Governo non ha voluto fare lo stesso".

COSA PREVEDE IL PROVVEDIMENTO - "Alla fine sarà il difensore il vero arbitro del processo visto che se non verranno accolte tutte le sue richieste la sentenza sarà nulla". A sintetizzare così il provvedimento sul 'Processo Lungo', appena approvato da Palazzo Madama, è il capogruppo dell'Idv in commissione Giustizia del Senato Luigi Li Gotti. Nella modifica che il disegno di legge propone per l'articolo 190 del codice di procedura penale, quello che regola il diritto alla prova, si dice testualmente, infatti, che il giudice a "pena di nullità" dovrà ammettere "le prove, ad eccezione di quelle vietate dalla legge e di quelle manifestamente non pertinenti". Nella norma attualmente in vigore, invece, si prevede che il magistrato possa escludere solo le "prove vietate dalla legge e quelle che manifestamente sono superflue o irrilevanti". Di nullità neanche l'ombra. "Questo - prosegue Li Gotti - in poche parole significa che o si fa quello che dice l'avvocato difensore oppure per il processo non ci sarà più nulla da fare. Tutte le prove che lui richiede dovranno essere accettate". Sempre nel ddl, osservano anche altri critici del provvedimento, ci sarebbero altri aspetti "che dovrebbero essere corretti". Come ad esempio la rivisitazione della norma (articolo 495 codice procedura penale) che disciplina i provvedimenti del giudice in ordine alla prova. Il provvedimento messo a punto dal centrodestra propone che il giudice possa revocare l'ammissione di prove solo se queste risultino contemporaneamente "superflue" "e manifestamente non pertinenti". Quella "e", al posto di una "o", farebbe la differenza. In un'altra parte del ddl, poi, commenta sempre l'opposizione, sarebbe stato commesso un errore "davvero grossolano". Si sarebbe prevista l'esclusione dei benefici penitenziari per una serie di reati gravissimi come ad esempio il sequestro a scopo terroristico e di estorsione. E tra questi si sarebbe fatta rientrare anche la "strage" senza vittime. Prevedendo però, anche per questa fattispecie, un'aggravante che per lei non può esistere: la "morte del sequestrato". Il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, racconta sempre Li Gotti anche nel suo intervento in Aula, si sarebbe accorto ieri nel tardo pomeriggio delle "sviste" e avrebbe proposto all'opposizione di apportare delle correzioni "tutti insieme" prima del voto. Ma il governo aveva già posto la questione di fiducia sul ddl e così del provvedimento non si è potuta toccare neanche una virgola. In questo modo, ammette un tecnico della giustizia del Pdl, é quasi certo che, nonostante la fretta dimostrata in questi giorni, il 'processo lungo' dovrà tornare all'attenzione della Camera Alta perché così "come è stato scritto, non reggerebbe alcun vaglio di costituzionalità".

 

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