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Giovedì, 18 Agosto 2022
GRANDE SOIRÉE AL MUSEO LAPIDARIO MAFFEIANO PDF Stampa E-mail
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Notizie - Eventi
Martedì 02 Agosto 2022 20:24

UNA GRANDE SOIRÉE AL MUSEO LAPIDARIO MAFFEIANO

 

Espressioni artistiche assemblate dall’Accademia Mondiale della Poesia,

con consegna del Premio “Catullo” 2022

 

Pianista Roberto Corlianò, violoncellista Sara Airoldi e ballerina del Laboratorio Danza Verona in coreografia di Luca Condello

Al centro, ìl Cancelliere fondatore dell'Accademia Mondiale della Poesia, Mohamed Nadir Aziza

Il saluto dell'ambasciatore di Tunisia, S.E. Moez Sinaoui

La consegna del Premio Catullo per la sezione italiana al poeta, autore e docente Umberto Piersanti

Il presidente della giuria del Premio Catullo, Paolo Lagazzi, legge versi del poeta Attilio Bertolucci

L'esibizione della tredicenne soprano filippino, Alexa Isobel Kaufman

Il contributo del poeta e scrittore Davide Rondoni

La performance del poeta serbo Majo Danilovic (a sinistra)

L'ambasciatore tunisino S.E. Moez Sinaoui ed il cancelliere fondatore dell'Accademia Mondiale della Poesia, Mohamed Nadir Aziza

Il poeta, autore e docente Umberto Piersanti, Premio Catullo per la sezione italiana

 

   Verona - Un Gran Galà della poesia, della musica e della danza, un evento dalla raggiera internazionale che ha suscitato emozioni e pensieri. È quello allestito, il 30 luglio scorso, nel cortile interno del Museo Lapidario Maffeiano, a due passi dall’Arena, in un’atmosfera classica accentuata dalla sapiente suggestione delle luci soprattutto sul pronao esastilo sotto cui si sono alternati i vari artisti.

   Proposto dall’Accademia Mondiale della Poesia e coordinato dallo stesso segretario generale Laura Troisi, l’elegante spettacolo di versi, suoni e movimenti ritmici è stato diretto da Alfonso de Filippis, presentato dalla giornalista Simonetta Chesini ed ha avuto come clou la cerimonia di consegna del Premio “Catullo” 2022 (giunto alla sua decima edizione). Premio in due sezioni (straniera ed italiana) attribuito per l’estero alla tunisina Amel Belhaj Moussa (nata nel 1971, poetessa, giornalista, scrittrice e, nel governo del suo Paese, ministro per la Famiglia, le Donne, l’Infanzia e gli Anziani). In assenza per impegni dell’interessata, è stato l’ambasciatore di Tunisia in Italia, S. E. Moez Sinaoui, a ritirare il premio per conto di Amel Belhaj Moussa dalle mani del vice sindaco di Verona, Barbara Bissoli.

   Quindi, Mohamed Nadir Aziza (Cancelliere fondatore dell’Accademia Mondiale della Poesia, poeta e romanziere franco-tunisino che firma le sue opere con lo pseudonimo di Chems Nadir) e Marta Ugolini (assessore comunale a Cultura, Turismo e Rapporti con l’Unesco) hanno assegnato il Premio “Catullo” per la sezione italiana al poeta, autore e docente Umberto Piersanti (Urbino, 26 febbraio 1941, candidato al Nobel per la Letteratura nel 2005, direttore della rivista di letteratura contemporanea e creatività “Pelagos”).

   Prima e dopo i momenti ufficiali, sotto gradinata e colonne si sono avvicendate sensazioni e riflessioni, dapprima sull’onda de “L’ecologia e la celebrazione della natura nelle diverse tradizioni poetiche del mondo” (italiana e straniera) e, poi, di “Poslednji Tango” prodotto dall’Accademia Mondiale della Poesia.

   Così, hanno fatto breccia dentro il pianista Roberto Corlianò e la violoncellista Sara Airoldi al piroettare d’una ballerina, con coreografia di Luca Condello per il Laboratorio Danza Verona diretto da Tiziana Di Nardo; le letture di vari autori dei versatili attori Letizia Bravi e Giorgio Castagna; il pungente riproporre versi di Attilio Bertolucci da parte di Paolo Lagazzi (Parma, 12 marzo 1949, scrittore e critico letterario, presidente della giuria del Premio “Catullo”); la raffinata interpretazione di “Ombra mai fu” (aria iniziale dell’opera “Serse” di Georg Friedrich Händel) del soprano più giovane delle Filippine, la tredicenne Alexa Isobel Kaufman, accompagnata al pianoforte da Corlianò e con tre danzatrici sempre del Laboratorio Danza Verona su passi ancora del coreografo Condello, poi esibitosi a sua volta; il malizioso commentare di Davide Rondoni (Forlì, 1964, poeta, scrittore e saggista) all’input “Che cos’è la natura? Chiedetelo ai poeti” (titolo d’un suo recente libro); l’appassionata interpretazione di Majo Danilovic, poeta serbo, del suo “Poslednji Tango” a cui ha attinto l’Accademia Mondiale della Poesia per l’omonima rappresentazione, con musica composta da Matteo Salvemini (interpretata dal pianista Stefan Markovic) ed il contributo vocale del baritono Andrea Cortese.

   La soirée all’aperto, tra ammiccanti stelle e complici lapidi antiche, ha lasciato un segno d’armonico dialogo tra espressioni diverse ma confluenti. Il bello che convince, ammalia e (almeno per poco) rasserena...  

 

Servizio e foto di

Claudio Beccalossi

 

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