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Giovedì, 18 Agosto 2022
INGV - La “microplacca” calabra PDF Stampa E-mail
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Notizie - Scienza
Sabato 30 Luglio 2022 21:36

CALABRIA | Ricostruita la sua posizione originaria accanto a Spagna e Francia 

Attraverso tecniche di indagine paleomagnetiche, i ricercatori dell’INGV hanno ricostruito l’originaria posizione della microplacca calabra, un tempo unita a Provenza e Catalogna

 

Analizzando campioni di rocce provenienti dal massiccio montuoso della Sila in Calabria, le indagini paleomagnetiche hanno permesso di confermare che la “microplacca” calabra fino a 30 milioni di anni fa era unita alle attuali regioni della Provenza (Francia) e della Catalogna (Spagna).

È questo il risultato dello studio “First Pre-Miocene Paleomagnetic Data From the Calabrian Block Document a 160° Post-Late Jurassic CCW Rotation as a Consequence of Left-Lateral Shear Along Alpine Tethys” condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e recentemente pubblicato sulla rivista ‘Tectonics’ dell’AGU.

Il cosiddetto ‘blocco Calabro’ costituisce una microplacca, ovvero un blocco crostale che comprende tutta la Calabria a sud del Parco Nazionale del Pollino la cui storia geologica risulta essere indipendente da quella della catena appenninica di cui oggi fa parte.

Le rocce che costituiscono il blocco Calabro, infatti, sono molto diverse da quelle delle adiacenti catene Appenninica e Maghrebide (situata in Sicilia). Mentre queste ultime si depositarono sul margine del continente africano per poi essere deformate fino a costituire l’ossatura delle odierne catene montuose italiane, l’origine delle rocce del blocco Calabro è rimasta a lungo dibattuta.

“Il nostro studio ci ha permesso di analizzare con tecniche paleomagnetiche un sottile strato di rocce sedimentarie risalenti a 208-125 milioni di anni fa, vale a dire all’epoca in cui il supercontinente Pangea ha iniziato a smembrarsi”, spiega Fabio Speranza, Direttore della Sezione Roma2 dell’INGV e co-autore dell’articolo. “Queste rocce, prelevate dal massiccio montuoso della Sila, hanno un contenuto significativo di minerali magnetici che ci hanno permesso di ottenere i primi dati paleomagnetici mesozoici della Calabria”.

I risultati ottenuti hanno evidenziato diversi eventi di rotazione della microplacca calabra compatibili con la storia geologica del margine meridionale del continente europeo, ovvero con la Provenza e la Catalogna (Fig. 1).

“Il blocco Calabro mostra di aver subìto una rotazione antioraria estremamente ampia, pari a circa 160°”, prosegue Gaia Siravo, assegnista di ricerca dell’INGV e co-autrice dello studio. “Studi precedenti avevano mostrato che la microplacca Sardo-Corsa ha subito circa 90° di rotazione antioraria in un periodo compreso fra 30 e 15 milioni di anni fa, a seguito dell’apertura del mare Ligure-Provenzale (situato fra l’attuale costa provenzale e il blocco Sardo-Corso). È quindi molto probabile che 90° di rotazione antioraria della Calabria siano avvenuti proprio assieme al blocco Sardo-Corso e nello stesso periodo di tempo. Successivamente, a partire da 10 milioni di anni fa, la Calabria si è staccata anche dalla Sardegna-Corsica e si è andata ad innestare nell’edificio montuoso Appenninico-Magrebide, dando luogo all’apertura del mar Tirreno alle sue spalle”.

“Questi nuovi dati paleomagnetici provano che fino a 30 milioni di anni fa la Calabria e la Sardegna-Corsica erano localizzate accanto alla costa provenzale-catalana e, quindi, l’origine del blocco Calabro è da ricondurre alla porzione meridionale del continente europeo”, conclude Speranza. “Si tratta, dunque, di un’ulteriore conferma che dissipa le incertezze finora riscontrate nell’attribuzione delle rocce ignee dei rilievi montuosi della Sila, delle Serre e dell’Aspromonte in Calabria differenti, come abbiamo visto, da quelle sedimentarie dell’Appennino e delle Maghrebidi, di pertinenza africana”.

Lo studio recentemente pubblicato ha permesso di ricostruire un ulteriore importante tassello nel ‘puzzle’ di microplacche che si sono formate durante la collisione tra Africa ed Europa a partire da 80 milioni di anni fa. I margini di questi continenti in collisione erano molto irregolari e questo ha comportato, nell’area mediterranea, la formazione di un sistema di microplacche e catene montuose molto complesso, che in Italia genera ancora oggi sismicità e che non abbiamo ancora del tutto compreso.

L’obiettivo futuro, che richiede ancora anni di studi, è quello di ‘completare il quadro’ per comprendere l’origine e l’evoluzione di quei blocchi crostali la cui genesi ed evoluzione sono ancora enigmatiche: tra questi, i Monti Peloritani nella Sicilia nord-orientale, i blocchi Kabylie in Algeria e il dominio di Alboran tra la Spagna e il Marocco. 

 

#INGV #AGU #tectonics #paleomagnetismo #calabria

 

La scheda

Chi: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

Cosa: Un nuovo studio ha permesso di ricostruire, attraverso tecniche di indagine paleomagnetiche, l’originaria posizione della microplacca calabra, un tempo unita a Provenza e Catalogna

Dove: Rivista “Tectonics” dell’AGU

 

Link all’articolo: https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2021TC007156

 

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Abstract

The Calabrian block, along with Alboran, Kabylies, and Peloritani form isolated and enigmatic igneous/metamorphic terranes (AlKaPeCa) stacked over the Meso-Cenozoic sedimentary successions of the Apennines and Maghrebides. They are commonly interpreted as fragments of the Hercynian chain rifted apart from Europe during Jurassic Alpine Tethys spreading, drifted southward during Neogene roll-back of (Neo) Tethyan slab fragments for hundreds of kilometers on top of nappe piles. We report on the paleomagnetism of upper Triassic-lower Miocene sedimentary rocks from the Longobucco succession that is transgressive over the crystalline Sila Massif (NE Calabria). Well-defined magnetization directions carried by hematite were isolated in 10 sites (122 samples) in Jurassic rocks. Nine Toarcian and one Tithonian Ammonitico Rosso sites yielded a dual polarity “A” magnetization component whit a direction over 40° from the geocentric axial dipole (GAD) field direction, that supports a positive fold test. Five sites yielded a “B” normal polarity component NE (<40°) of the GAD direction characterized by a negative fold test. We interpret the B component as a Miocene magnetic overprint later clockwise rotated by 20° during the well-known Pleistocene (1–2 Ma) rotation of Calabria. When corrected for such rotation, the A component defines a 160° counterclockwise (CCW) rotation of the Calabrian block with respect to Europe. Of these, 90° likely occurred along with Corsica-Sardinia block during its Eocene-Miocene rotation from the Provençal margin. Thus, the Calabrian block underwent an additional Cretaceous-Eocene 70° CCW rotation that we relate to Early-mid Cretaceous >500 km left-lateral transcurrent motion between Africa and Europe.

 

 

Figura: Ricostruzione paleogeografica della posizione del blocco Calabro circa 130 milioni di anni fa. SA: Sardegna; CO: Corsica; AL: Alboran; KA: blocchi Kabyli; Pe: Peloritani. 

 

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Valeria De Paola

Capo Ufficio Stampa

 

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CALABRIA | Its original position alongside Spain and France reconstructed

Through paleomagnetic investigations, INGV researchers have reconstructed the original position of the Calabrian microplate, once joined to Provence and Catalonia

 

By analyzing rock samples from the Sila mountain range in Calabria, paleomagnetic investigations have allowed to confirm that the Calabrian “microplate” up to 30 million years ago was joined with the current regions of Provence (France) and Catalonia (Spain).

This is the result of the study “First Pre-Miocene Paleomagnetic Data From the Calabrian Block Document at 160 ° Post-Late Jurassic CCW Rotation as a Consequence of Left-Lateral Shear Along Alpine Tethys”, conducted by a team of researchers from the National Institute of Geophysics and Volcanology (INGV) and recently published in the AGU ‘Tectonics’ journal.

The so-called ‘Calabrian block’ constitutes a microplate, or a crustal block that includes the whole region south of the Pollino National Park, whose geological history is independent from that of the Apennine chain to which it belongs today.

The rocks that constitute  the Calabrian block, in fact, are very different from those of the adjacent Apennine and Maghrebide chains (located in Sicily). While the latter settled on the margin of the African continent and were then deformed to form the ‘backbone’ of today’s Italian mountain ranges, the origin of the rocks from the Calabrian block has been debated for a long time.

“Our study allowed us to analyze with paleomagnetic techniques a thin layer of sedimentary rocks dating back to 208-125 million years ago, that is at the time when the supercontinent Pangea began to break-up”, explains Fabio Speranza, Director of the Roma2 Section of the INGV and co-author of the article. “These rocks, sampled in the Sila Massif, have a significant content of magnetic minerals which allowed us to obtain the first Mesozoic paleomagnetic data of Calabria”.

The results obtained highlighted rotation events of the Calabrian microplate compatible with the geological history of the southern margin of the European continent, i.e. with Provence and Catalonia (Fig. 1).

“The data show that the Calabrian block has undergone an extremely large counter-clockwise rotation, equal to about 160°”, continues Gaia Siravo, research fellow of the INGV and co-author of the study. “Previous studies had shown that the Corsica-Sardinia microplate underwent about 90° of counterclockwise rotation in a period between 30 and 15 million years ago, during the opening of the Ligurio-Provençal sea (located between the current Provençal coast and the Corsica-Sardinia block). It is therefore very likely that 90° of counter-clockwise rotation of Calabria occurred precisely together with the Corsica-Sardinia block and in the same period of time. Subsequently, from  10 million years ago, Calabria also broke away from Corsica-Sardinia and collided with the Apennine-Maghrebide mountain ranges, giving rise to the opening of the Tyrrhenian Sea behind it”.

“These new paleomagnetic data prove that up to 30 million years ago Calabria and Corsica-Sardinia were located next to the Provençal-Catalan coast and, therefore, the origin of the Calabrian block is to be traced back to the southern portion of the European continent”, Speranza concludes. “This is, therefore, a further confirmation that dispels the uncertainties found so far in the attribution of the igneous rocks of the Sila, Serre and Aspromonte mountains in Calabria, different - as we have seen - from the sedimentary ones of the Apennines and of the Maghrebides, of African attribution”.

The recently published study made it possible to reconstruct another important piece in the ‘puzzle’ of microplates that formed during the collision between Africa and Europe starting 80 million years ago. The edges of these colliding continents were very irregular and this led, in the Mediterranean area, to the formation of a very complex system of microplates and mountain ranges, which in Italy still generates seismicity and which we have not yet fully understood.

The future goal, which still requires years of study, is to ‘complete the picture’ to understand the origin and evolution of those crustal blocks whose genesis and evolution are still enigmatic: among these, the Peloritani Mountains in northeastern Sicily, the Kabylie blocks in Algeria and the domain of Alboran between Spain and Morocco.

 

#INGV #AGU #tectonics #paleomagnetism #calabria

 

Link: https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1029/2021TC007156


Valeria De Paola

Chief Press Officer

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