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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Fondazione Alfredo Catarsini PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Arno   
Lunedì 17 Gennaio 2022 14:25
COMUNICATO MEDIA
Da oggi a Viareggio
il grande dipinto di Catarsini
nel giorno del suo compleanno
il grande dipinto di Catarsini

17.01.20Era stato “rintracciato” a Grosseto grazie a un antiquario e ora è temporaneamente visibile nella Galleria d’arte moderna e contemporanea "Lorenzo Viani" di Viareggio, Il grano della bonifica lucchese, il grande dipinto su tela (cm 233 x 300) che il pittore viareggino Alfredo Catarsini realizzò nel 1940 per partecipare alla seconda delle tre edizioni del “Premio Cremona”, tra le più importanti kermesse per giovani artisti provenienti da tutta Italia che si svolse tra il 1939 e il 1941 nel capoluogo lombardo.

Dopo una prima tappa nella galleria dell’antiquario grossetano che aveva permesso di rintracciarlo, da oggi - giorno del compleanno del maestro Alfredo Catarsini - per interessamento dell'amministrazione comunale di Viareggio l’opera sarà in esposizione alla Galleria d’arte moderna e contemporanea (Gamc) di Viareggio (dal mercoledì al sabato ore 15.30-19.30; la domenica ore 9.30-13.30 e 15.30-19.30; ingresso € 8, ridotto € 4), dove è custodito (ma non in mostra) anche il nucleo di una trentina di opere di Catarsini donato nel 2002 alla Città di Viareggio dai figli Mity e Orazio, mentre alla Villa museo Paolina Bonaparte è visibile la ricostruzione fedele e l’archivio di Alfredo Catarsini.

Il grande dipinto resterà alla Gamc fino al prossimo 6 marzo 2022, quando sarà traslato a Lucca in occasione della grande mostra di primavera dedicata alla pittura di Catarsini degli anni Trenta e Quaranta del Novecento.

 

Alcune note storiche

Il grano della bonifica lucchese compare in una foto che ritrae il pittore durante la sua realizzazione e per anni è stata l’unico indizio per poterlo ricercare. Quell’immagine è stata poi pubblicata nel volume Alfredo Catarsini. L’arte vera affascinante amica, a cura di Elena Martinelli e Claudia Menichini, presentato la scorsa estate alla Versiliana da Vittorio Sgarbi e Cristina Acidini e in quell’occasione fu proprio il critico d’arte a indicare Catarsini come uno dei pittori italiani, tra quelli che parteciparono alle tre edizioni del “Premio Cremona”, da valorizzare di più perché rappresentanti un’arte fortemente innovativa.

Altre informazioni sul dipinto le fornisce Rodolfo Bona, curatore della prossima mostra dedicata a Catarsini che si inaugurerà a metà marzo a Lucca: «Il secondo “Premio Cremona,” si tenne dal 19 maggio al 21 luglio 1940. Il grano della bonifica lucchese fu dipinto tra il 1939 e la fine d’aprile del 1940 ed è firmato in basso a destra ‘A. Catarsini’. Reduce dal successo ottenuto alla prima edizione del Premio Cremona del 1939, l’anno successivo il pittore inviò a Palazzo Affaitati di Cremona il dipinto Il grano della bonifica lucchese. L’esposizione fu dedicata a La Battaglia del grano e, anche se non vinse alcun premio, il quadro fu apprezzato sia in Italia sia alla Künstlerhaus di Hannover, dove venne esposto lo stesso anno fra i 69 quadri accuratamente selezionati fra i meno noti al pubblico tedesco, nell’ambito del gemellaggio culturale con la città della Bassa Sassonia. In anni più recenti è riapparso a Seravezza, nell’ambito di una mostra dedicata al lavoro agricolo e, perfettamente conservato, consente oggi perfettamente di apprezzare la stesura pittorica e le scelte cromatiche del pittore, caratterizzate da una pittura chiara e luminosa che si fa più solida nei piani più vicini per divenire più leggera nello sfondo. Recentemente acquistato dalla Fondazione Catarsini, nell’ambito di un più vasto recupero della produzione del pittore, può oggi essere nuovamente visibile al pubblico. Delle tre opere che Catarsini presentò al "Premio Cremona", Il grano della bonifica lucchese è l’unica rintracciata, a testimonianza della generale dispersione dei quadri che concorsero al “Premio Cremona” fra 1939 e 1941 e dell'importanza della ricomparsa dell'acquisizione dell'opera».

In definitiva si tratta di un tassello importante della produzione del pittore viareggino che, tornando al suo posto, permetterà a tutti di comprenderne meglio la parabola artistica.

 

 

 

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