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Lunedì, 27 Settembre 2021
Il “signore della Terza Pagina” PDF Stampa E-mail
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Notizie - Cronache
Giovedì 26 Agosto 2021 19:57




 


 

Nel cimitero di Sanguinetto (Verona) – Giulio, il “signore della Terza Pagina”

intervistatore di illustri contemporanei ed Enrico, cantautore impegnato contro

le discriminazioni – Padre e figlio, celebri giornalisti e scrittori – Già scordato

il loro sepolcro da smemorati ed ingrati?


 


 

Enrico Nascimbeni col padre Giulio
 


 

Si resta sgomenti al constatare l’abbandono in cui versa la tomba della famiglia Nascimbeni, accanto al muro interno perimetrale del solitario cimitero di Sanguinetto (Verona), che dimostra una rarefazione (se non assenza) di visite. Tomba semplice e grigia dove sono inumati, con altri parenti, i noti Giulio (giornalista e scrittore, Sanguinetto, Verona, 27 ottobre 1923 – Sanguinetto, Verona, 28 gennaio 2008) ed Enrico (giornalista, scrittore, cantautore e poeta, Verona, 20 novembre 1956 – Milano, 11 giugno 2019). Padre e figlio…

Anche Carla Poletti (Sanguinetto, Verona, 26 settembre 1929 – Milano, 5 febbraio 2000), moglie di Giulio e madre d’Enrico, riposa nel disadorno sepolcro dai vecchi fiori di plastica deposti chissà quando ed addirittura con una lettera del cognome di Giulio (la “emme”) mancante. Un aspetto generale di dimenticanza e di squallore biasimevole a cui, se non pensano alla cura i diretti congiunti, dovrebbe provvedere, per obbligo non solo morale, il Comune stesso di Sanguinetto (magari in coincidenza con le rispettive ricorrenze della morte) al quale Giulio ed Enrico hanno dato lustro con un lungo elenco di opere e con un attaccamento nostalgico.

Giulio Nascimbeni, con il giornalismo nel sangue (a soli 16 anni il quotidiano “L’Arena” di Verona, testata del 12 ottobre 1866, pubblicò un suo elzeviro, cioè un articolo per la Terza Pagina) si laureò in Lettere antiche con la tesi “Correnti e individualità del teatro italiano dalla reazione al Verismo ai giorni nostri”. Dopo un approccio all’insegnamento, venne assunto da “L’Arena” nel 1958 dopo avervi collaborato a lungo alla Terza Pagina. Ricoprì anche il ruolo di direttore responsabile de “Il Nuovo Adige” che, al lunedì, sostituiva l’uscita de “L’Arena”. In seguito, lavorò per il “Corriere d’informazione” (che ebbe vita tra il 22 maggio 1945 ed 15 dicembre 1981) e, soprattutto, per il “Corriere della Sera” (fondato il 5 marzo 1876), affiancando firme illustri: Orio Vergani, Dino Buzzati, Guido Piovene, Eugenio Montale (di cui divenne il solo biografo autorizzato).

Giulio fu anche direttore responsabile di “Storia Illustrata” e vice direttore e direttore della “Domenica del Corriere”. La letteratura costituì il suo pallino televisivo in Rai, soprattutto dal 16 ottobre 1967 al 23 giugno 1975, quando condusse sul primo canale, con amabile competenza, il programma “Tuttilibri”. Suoi temi culturali vennero sviluppati anche in trasmissioni alla televisione svizzera.

Per il “Corriere della Sera” intervistò una serie di big internazionali tra cui il belga Georges Joseph Christian Simenon (scrittore che inventò il commissario Jules Maigret), Biagio Marin (poeta, scrittore), il tedesco Erich Seligmann Fromm (psicologo, psicanalista, filosofo), la belga-francese Marguerite Yourcenar (pseudonimo di Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislaine Cleenewerck de Crayencour, scrittrice, poetessa), il tedesco Günter Wilhelm Grass (scrittore, poeta, saggista, drammaturgo, scultore, pittore, premio Nobel per la Letteratura nel 1999), l’argentino Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo (scrittore, poeta, saggista, traduttore), Pier Paolo Pasolini (scrittore, poeta, drammaturgo, regista, sceneggiatore, attore), Alberto Moravia (pseudonimo di Alberto Pincherle, scrittore, poeta, giornalista, sceneggiatore, saggista, drammaturgo, critico cinematografico, reporter di viaggio), Italo Calvino (scrittore), Piero Chiara (Pierino Angelo Carmelo, scrittore), Enzo Biagi (giornalista, scrittore, conduttore televisivo).

E, ancora, Indro Montanelli (giornalista, scrittore), Alda Giuseppina Angela Merini (poetessa, scrittrice, aforista), Dino Buzzati Traverso (scrittore, giornalista, poeta, drammaturgo, librettista, pittore, scenografo, costumista), Eugenio Montale (poeta, scrittore, giornalista, traduttore, filosofo, critico letterario e musicale, premio Nobel per la Letteratura nel 1975) di cui scrisse la voce nell’Enciclopedia Europea Garzanti, Carlo Castellaneta (scrittore, giornalista), Carlo Bo (critico letterario, traduttore), Alberto Bevilacqua (scrittore, poeta, giornalista, regista, sceneggiatore), Oriana Fallaci (giornalista, scrittrice), Fernanda (Nanda) Pivano (scrittrice, giornalista, critica musicale), Leonardo Sciascia (scrittore, giornalista, saggista, poeta, drammaturgo, critico d’arte), Norberto Bobbio (filosofo, giurista, politologo, storico, senatore a vita).

Dal 1974 lavorò come redattore capo della Terza Pagina (venendo trasversalmente riconosciuto come, appunto, “il signore – od il maestro – della Terza Pagina”) e del supplemento “Libri/Arte” del “Corriere della Sera”.

Ricevette vari riconoscimenti (quale la medaglia d’oro per la benemerenza civica del Comune di Milano nel 1984) e presiedette e fece parte di giurie di prestigiosi premi letterari (“Strega”, “Bagutta”, “Campiello” “12 Apostoli” ecc.).

Le sue opere, schegge sanguinettane nella cultura a largo raggio, sono (comprese alcune edizioni della biografia dell’autore preferito, Eugenio Montale): “Pianura” (raccolta di poesie, Edizioni Vita Veronese, 1952); “Eugenio Montale” (Longanesi & C., 1969); “Montale. Biografia di un poeta a vita” (Longanesi & C., 1975); “Potere violenza famiglia. L’Italia dei tardi Anni Settanta” (SugarCo, 1977); “Il Garda” (Edizioni Futuro, 1982); “Il calcolo dei dadi. Storie di uomini e di libri” (Bompiani, 1984); “Montale. Biografia di un poeta” (Longanesi & C., 1986); “Italia paesaggi paesi e piazze” (con Mario De Biasi ed Amanzio Possenti, edizioni italiana ed inglese, Grafica e Arte, 1995); “Meriggiare pallido e assorto” (poesie e prose scelte di Eugenio Montale, a cura di Giulio Nascimbeni, Longanesi & C., 1997); “Montale. Biografia di un poeta”, Il Leggio, 2018).

I suoi ultimi anni li trascorse nella casa di famiglia assieme al figlio, dopo il trasferimento da Milano a Sanguinetto. Enrico, da ispirato cantautore, gli dedicò tre brani musicali che dimostrano forte attaccamento e grande rispetto: “Padre” (1979), “Eugenio” (2002) ed il toccante ed assolutamente da ascoltare “Mio padre adesso è un aquilone” (2008).

La biografia d’Enrico è più intellettualmente vivace ed artisticamente multiforme di quella classica del padre. Questione di tempi, occasioni, stimoli, infatuazioni diversi, forse. Laureatosi in Lettere moderne e Filosofia, ha comunque calcato le orme del genitore dedicandosi al giornalismo dal 1985, collaborando con il “Corriere d’Informazione” ed il “Corriere della Sera” e lavorando per “Il Giorno”, “L’Arena”, “L’Indipendente”, “Studio Aperto”, “Verissimo”, “Sette”.

Ha trattato casi di cronaca nera e di cronaca giudiziaria occupandosi, tra l’altro, dell’inchiesta “Mani pulite” che lo portò ad intervistare l’ex leader socialista Bettino Craxi ad Hammamet (Tunisia). È stato inviato speciale in zone di guerra (in Libano, in Bosnia, in Afghanistan). Dopo aver condotto nel 2000 sull’emittente La7 Gold una trasmissione sportiva ed un programma d’intrattenimento, l’anno seguente decise di dedicarsi con maggior slancio alla carriera parallela di cantautore scrivendo anche per altri artisti (Roberto Vecchioni – dalla collaborazione escono i testi dei brani “Vincent” e “L’ultima notte di un vecchio sporcaccione” – Francesco Baccini, Mango, Paola Turci, Marco Carta, Mietta ecc.). Nel 2003 fu tra gli assegnatari del Premio “Tenco” e concorse al 53° Festival della Canzone italiana di Sanremo, sezione Giovani, con il testo “Chiama di notte”, interpretato dagli Allunati.

I successi fioccarono per Enrico. Nel 2009 s’aggiudicò la classifica annuale di iTunes Rewind quale primo artista italiano con l’album “Uomini sbagliati” che arrivò a fargli conquistare un disco d’oro ed uno di platino. Nel 2010 figurò ancora nella graduatoria annuale di iTunes Rewind tra quanti avevano venduto più copie, piazzandosi al secondo posto con l’album “Il serpente tonto” ed al sesto con “Hotel Costarica 1983”, exploit che gli fruttarono un secondo disco d’oro.

In Venezuela, nel 2016, gli venne assegnato il Premio “Simon Bolivar” per le sue attività artistica e sociale ma Nascimbeni lo rifiutò in opposizione alla dittatura del presidente venezuelano Nicolás Maduro Moros ed alla stessa giuria composta da sostenitori sia del precedente presidente Hugo Rafael Chávez Frias che del successivo. Impegnato da sempre contro qualsiasi forma di discriminazione e vittima, il 18 agosto 2018, di un’aggressione con coltello da parte di neofascisti al grido di “sporco comunista di m…”, era stato nominato Ambasciatore (Goodwill Ambassador) dell’Unicef (United Nations Children’s Fund, Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) e Commendatore della Repubblica. Da marzo 2017 dirigeva la testata web “Border On Line” del Gruppo Saman. Il sito https://borderonline.org lo cita ancora come direttore.

Ha registrato i singoli: “Giovanna prima o poi” / “La stanza di Marinella” (Polydor, 1977); “La stanza di Marinella” (Polydor, 1979); “Navigavà” / “Sei partiranno per l’Africa” (Polydor, 1979); “Oh, Mammà” / “Don’t believe you” (Emi, 2003); “L’ultima notte di un vecchio sporcaccione” (Azzurra Music, 2001); “Siamo storie dentro le canzoni” (Emi, 2007).

Sono usciti i suoi album: “Maracaibo” (Polydor, 1979); “Verso il mare” (Polydor, 1980); “Hotel Costarica” (Cgd, 1983); “Amori disordinati” (D’Autore, 2002); “Le due anime” (Emi, 2004); “Male di amare” (MoltoPop/Self Distribuzione, 2006); “Uomini sbagliati” (MoltoPop/Emi, 2008); “Il serpente tonto” (Penthar-Mizar/Emi, 2010); “I cantautori italiani – Gli Anni ’70 Vol. 2” (con gli album “Maracaibo” e “Verso il mare”, Universal Music Italia, 2010); “Hotel Costarica 1983” (Warner Music, 2010); “H” (Penthar-Mizar, 2011).

Enrico Nascimbeni ha scritto: “Il tropico del ricordo” (Bompiani, 1989); “Le mani pulite. L’inchiesta di Milano sulle tangenti” (con Andrea Pamparana, Arnoldo Mondadori Editore, 1992); “Non-poesie. L’amore ai tempi di Myspace” (Edizioni Paradisi di Carta, 2009); “Generazione Meno X. Ricordi e deliri di un cinquantenne” (Edizioni Rupe Mutevole, 2011); “Il non-amore ai tempi di Facebook” (Edizioni Rupe Mutevole, 2011); “Normalmente anormale” (Edizioni Rei, 2013); “Il collezionista di biglie di vetro” (Edizioni Divinafollia, 2013); “Sognando di vivere a trecento all’ora su una macchina a pedali” (Edizioni Rupe Mutevole, 2014); “Senza titolo” (Edizioni Rupe Mutevole, 2016); “Ho scelto di sbagliare” (Il Leggio, 2017).

Fecondi, famosi e stimati in vita, Giulio ed Enrico hanno lasciato ai posteri un consistente patrimonio culturale ma, da defunti, stanno subendo un deplorevole corto circuito della memoria che suscita qualcosa di più di solo imbarazzo…


 


 


 



 


 

Giulio Nascimbeni

  

Giulio Nascimbeni con Eugenio Montale
 

Enrico Nascimbeni

Enrico Nascimbeni con Roberto Vecchioni

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Settembre 2021 19:53
 

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