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Notizie - Opinioni
Domenica 08 Novembre 2020 00:13

 

 

 

La guerra dei Millenials

Un timido e pallido sole illumina le giornate di questo spento autunno romano. Quello che sarebbe uno splendido periodo per andare fuori porta a raccogliere castagne bevendo un bicchiere di buon rosso in compagnia, o ad ammirare la splendida campagna romana ammantata dai colori dell’autunno, si è trasformato nel tempo della tristezza.

Un vero peccato non sfruttare queste temperature clementi e questo clima meraviglioso per andare a catturare gli ultimi raggi di sole in riva al mare. Le giornate si susseguono tra sterili routine prive di gioie ed emozioni, scandite solamente da notiziari e numeri a cui dover resistere per non farsi impressionare e cadere nel vuoto della depressione.

Quando ci si incontra, rigorosamente mascherati e a distanza non si parla più di nessun argomento se non del fottutissimo Covid, che oltre alle tante vittime ha ucciso anche la voglia di vivere di ognuno di noi. Ogni generazione ha avuto le sue sciagure, le sue catastrofi epocali e per i Millenials e tutti gli altri nati dopo i grandi eventi bellici del secolo scorso il Covid rappresenterà per sempre un evento epocale, uno spartiacque tra un prima e un dopo di cui adesso non abbiamo ancora la misura di come potrà essere.

Chissà se e come cambieranno abitudini, modi di interagire. Se diventeremo tutti asettici automi incapaci di comportamenti autentici tipo che so, mangiare il pollo con le mani o leccarci le dita sporche di cioccolata. Chissà se diventeremo tutti germofobici o assumeremo nuovi modi di salutarci, evitando ogni contatto tipo gli occupanti dell’astronave Enterprise o altri modelli fantascientifici.

Nell’attesa viviamo questo presente governati da una politica allo sbando un po’ in tutto il mondo. Per rimanere alle faccende di casa nostra, non si può non registrare come il governo abbia saputo sperperare il vantaggio che nella prima parte di questa sciagura mondiale aveva saputo accumulare.

Talmente tronfi e pieni di utilizzare la tregua estiva concessa dal virus per fare politica, sbandierando ai quattro venti quanto sono stati bravi e quanto sono stati belli e, dilapidando il vantaggio che avevano accumulato operando abbastanza bene nella prima fase della crisi.

Nemmeno la paura dell’eventualità di una nuova ondata di morte ampiamente prevista è riuscita a farli concentrare su questioni importanti, tanto da mettere in agenda e spendere i loro sforzi sul bonus vacanze, il bonus monopattino o altre amenità varie. Talmente distratti dal presente da ritrovarsi nella seconda ondata del Covid senza nemmeno essersene accorti.

Che siano “scollati” dalla realtà dell’uomo comune d’altronde si evince anche da altro, tipo chiamare con grande senso di insensibilità, “ristoro” il provvedimento economico destinato alle attività di enogastronomia che il recente dpcm ha amputato obbligandole a chiudere alle diciotto.

Ma anche dalla recente fatica letteraria del Ministro Speranza che era in uscita in questi giorni. Nel libro, ritirato dalle librerie repentinamente scrive: “L'Italia, ha piegato la curva del contagio con le sue scelte coraggiose”. Lodi e incenso per l’operato del governo oggi invece messo a nudo in tutte le sue lacune dalla realtà dei fatti.

Un clima in cui tutto il fan club di Giuseppe Conte sembra rimanere un po’ in disparte non esaltandosi più davanti ai Dpcm a reti unificate e, sinceramente facendosi anche qualche domanda quando il Presidente del Consiglio annuncia il vaccino per dicembre, quando tutto il mondo dei media lo da pronto e somministrabile nella migliore delle ipotesi ad aprile.

A proposito dei media questi proseguono imperturbabilmente a perseguire la loro logica di audience e “click”, gonfiando i titoli e sparando ad alzo zero sulle difese psicologiche della popolazione presa d’assalto da organi di stampa che, noncuranti della fondatezza di quello che propongono, puntano solo a riempire i palinsesti mettendo in secondo piano la funzione sociale che dovrebbe essere sempre la loro prima finalità.

Benzina sul fuoco dell’imminente lotta di classe che tra non molto vedrà schierati da una parte i benpensanti con il reddito assicurato come pensionati, posti fissi, statali e perché no redditi di cittadinanza e, dall’altra, tutti quei professionisti, imprenditori a partita IVA che in questo momento rischiano o stanno già conoscendo la fame.

Intanto si ragiona sull’ipotesi di un possibile lockdown immediato per salvaguardare il Natale e la sua economia produttiva, ma comunque vada che Natale potrà mai essere se non ci si potrà scambiare un abbraccio con i propri cari.

Neanche il calcio, oppio dei popoli per eccellenza, riesce a distrarre la gente più di tanto perché guardare le partite con la colonna sonora degli echi di uno stadio vuoto deprime ancora di più che non guardarle affatto.

Intanto le attività culturali sono tutte ferme, dalla grandi mostre in cartello agli spettacoli, ai cinema e ai teatri, ogni cosa è in attesa e, se abbiamo sempre detto che il bello ci salverà questa volta ci rimangono solo i musei, quelli si rimasti aperti ma con nessuna voglia da parte delle gente di frequentarli.

Allora molto meglio fare un giro, certamente “mascherati” e opportunamente distanziati, in questa città che è essa stessa un museo a cielo aperto, respirando l’aria fresca e tagliente del mattino che sa tanto di quella vita piena che per il momento ci viene negata.

 

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