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Mercoledì, 23 Settembre 2020
Nel trasporto aereo è ancora emergenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Arno   
Domenica 19 Luglio 2020 01:10


La ripartenza degli aeroporti Toscani di Pisa e Firenze: 77 mila passeggeri nei primi 15 giorni di luglio. 20 compagnie aeree hanno già riattivato i collegamenti verso più di 60 destinazioni. Boni (Fit-Cisl Toscana): “Bisogna intervenire subito sui lavoratori più colpiti, senza possibilità di lavorare a breve e senza prospettive di futuro”

 

La situazione negli aeroporti toscani è ancora molto difficile, la ripartenza non c’è e molte compagnie di bandiera non stanno effettuando voli, lasciando gli scali vuoti o semivuoti. A oggi, sono 20 le compagnie aeree che hanno ripreso a volare nei due aeroporti toscani, riattivando oltre 60 rotte, di cui circa 40 internazionali e 20 nazionali. Nei primi 15 giorni del mese di luglio, nei due scali sono transitati più di 77.000 passeggeri con un fattore di riempimento degli aerei superiore al 53%.

Più in dettaglio, presso l’aeroporto di Pisa sono transitati oltre 56.000 passeggeri, sono già operative 12 compagnie che servono più di 30 destinazioni internazionali e 11 nazionali con un fattore di riempimento dei voli del 58%.

Nell’aeroporto di Firenze sono transitati più di 20.000 passeggeri, sono nuovamente attive 13 compagnie aeree che servono più di 20 rotte tra nazionali e internazionali con un fattore di riempimento dei voli superiore al 43%.

Dati ancora molto lontani dalla “normalità pre-Covid-19: il calo dei passeggeri nei due scali toscani nei primi 15 giorni di luglio rispetto al medesimo periodo del 2019 è ancora dell’81,9% (già in netto miglioramento rispetto al -97,5% del mese di giugno 2020, con un dato progressivo dei primi sei mesi di -72,8%). In uno scenario particolarmente complesso per l’intero settore dove, a livello europeo, Aci-Europe stima un calo del traffico dell’81% a luglio e del 74% in agosto si evidenziano però i primi importanti segnali di ripresa con ripercussioni significative sull’intero indotto economico generato dai due aeroporti toscani. Hanno infatti riaperto la maggior parte degli esercizi commerciali presenti nei due scali, così come sono stati riattivati i servizi di trasporto gomma e rotaia per raggiungere i due aeroporti, riaperti la quasi totalità dei parcheggi con offerte promozionali particolarmente vantaggiose e stanno via via ripartendo anche gli autonoleggi. Particolarmente importante, nel favorire la ripresa, l’impegno di Toscana Aeroporti che, presso i due scali, ha implementato un protocollo di sicurezza specifico che prevede, su base volontaria, la possibilità per i passeggeri in partenza di sottoporsi – prima dell’ingresso in aeroporto – a un test sierologico veloce. Inoltre, prima dell’ingresso nell’aerostazione, i passeggeri in partenza – ai quali vengono offerti guanti, mascherine e gel sanificante – accedono a un portale per la sanificazione personale, irrorato da una nebbiolina di perossido di idrogeno.

Le misure di contrasto al Covid-19 adottate da Toscana Aeroporti per realizzare degli scali il più possibile “covid safe” dove i passeggeri possano viaggiare nella più assoluta sicurezza e serenità, hanno inoltre ricevuto l’attestazione di verifica da parte dell’ente di certificazione SGS Italia.

“I dati di traffico dei primi 15 giorni di luglio, seppur ancora lontanissimi dalla normalità pre-Covid, uniti all’ottima risposta da parte delle compagnie aeree che stanno via via riattivando i collegamenti su Firenze e Pisa rappresentano una importante iniezione di fiducia per affrontare la delicata fase della ripartenza. Dopo un periodo di straordinaria difficoltà, rivedere i passeggeri popolare i nostri aeroporti insieme alla ripresa dei servizi è motivo di grande soddisfazione”, ha affermato il Presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai

"Il trasporto aereo è in uno stato di incertezza di cui non si vede la fine ed ha bisogno di provvedimenti mirati da parte del Governo, come il sostegno alle compagnie aeree, ma anche a chi gestisce gli aeroporti, alle società di erogazione di servizi e a tutto l’indotto.I più penalizzati sono i lavoratori stagionali, impiegati nei servizi di check-in, carico e scarico bagagli, pulizie di bordo e accompagnamento passeggeri, utilizzati nella società Toscana Handling e Consulta, circa 70 addetti fra Firenze e Pisa, rimasti senza reddito. Sono gli invisibili del settore: normalmente lavorano dai 3 agli 8 mesi all’anno con la speranza di essere un giorno stabilizzati, ma oggi vivono con la Naspi in esaurimento e senza certezze per il futuro, nonostante nel Decreto Rilancio sia prevista un’indennità Covid di circa 600 euro, che chissà quando e a chi arriverà.La situazione è preoccupante anche per i lavoratori diretti, circa 900, delle società Toscana Aeroporti (gestore) e Toscana Aeroporti Handling (servizi): a tutt’oggi non vedono segnali di ripresa ed avvertono una certa disaffezione verso il sistema aereoportuale in generale. La maggior parte dei lavoratori è in cassa integrazione e, ad oggi, non è arrivata neanche l’integrazione del Fondo di sostegno al reddito del trasporto aereo -spiega Stefano Boni, segretario generale Fit-Cisl Toscana- Il trasporto aereo è un settore strategico che, in questa fase critica, necessità di più attenzione, sia da parte del Governo, che da parte della Regione Toscana, che crediamo possa intervenire con incentivi mirati, per rilanciare il turismo e potenziare le condizioni di sicurezza negli aeroporti e sui voli.A tranquillizzare il comparto non basta il settore Cargo, in lieve ripresa, ma ancora al 50% del regime rispetto a un anno fa, con 45 voli giornalieri su Pisa e 30 su Firenze; tra marzo e maggio i voli erano calati dell’85% rispetto al 2019. Questo non consente un impiego proficuo del personale che in questo momento sta lavorando tra mille disagi, con turni di lavoro improvvisati e discontinui, organizzazione del lavoro estemporanea con turni ‘a chiamata’, servizi di mensa inesistenti, mancanza di certezza e informazione per quanto riguarda tutti gli aspetti organizzativi. Una situazione che genera malumore diffuso che, senza risposte, potrebbe portare a situazioni di protesta e manifestazioni. Per questo chiediamo di aprire subito un confronto con le aziende interessate, per fare il punto e ristabilire corrette relazioni, per cercare di trovare le soluzioni più idonee per il lavoro e il personale e soprattutto per infondere fiducia e certezza per i prossimi mesi che dovranno essere affrontati insieme, lavoratori e aziende".

 

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Luglio 2020 01:27
 

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