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USA: "Ora pagate gli F35" PDF Stampa E-mail
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Notizie - Mondo
Lunedì 11 Marzo 2019 14:35
 


 

Gli Stati Uniti avvertono ancora l’Italia:

“Ora pagate gli F-35”

Gli Stati Uniti iniziano a premere sull’Italia su tutti i fronti. Non solo la Nuova Via della Seta, vero cruccio
della politica Usa per quanto riguarda il Mediterraneo allargato, ma anche sul fronte della Difesa. L’idea è
che l’amministrazione di 
Donald Trump abbia deciso di dare un rinnovato slancio all’agenda politica
europea: chi vuole rimanere alleato di Washington deve garantire una certa fedeltà alle politiche Usa.
Altrimenti, il rischio è di iniziare a pagare di più.

La questione è già stata posta da Trump con la Nato. Il presidente Usa, appena giunto alla Casa Bianca, ha chiesto ai partner atlantici di innalzare il tetto di spesa per la Difesa ad almeno il 2% del Pil. Un’idea cui la Casa Bianca non ha mai rinunciato, tanto che ha innalzato la richiesta al 4%, ma cui ha derogato a seconda delle politiche offerte dal governo in causa. Un po’ come avvenuto nelle sanzioni contro l’Iran: con una deroga temporanea ad alcuni Stati, fra cui la stessa Italia.

Così, dopo il possibile ingresso nel sistema della Nuova Via della Seta, gli Stati Uniti hanno iniziato a imporre la propria linea. Ricominciando a parlare di un tema mai dimenticato dall’amministrazione Usa, ma messo in stand-by fino a nuovo ordine: gli F-35. L’Italia, con il governo giallo-verde, tentenna sul fronte del programma militare. E, come riporta La Stampa, lo stesso presidente Sergio Mattarella ha richiamato agli impegni il governo durante il Consiglio supremo di Difesa tenuto la scorsa settimana.

Perché adesso la questione non riguarda solo il rinnovo dell’apparato militare e i finanziamenti alla Difesa, ma anche (e soprattutto) i rapporti con gli Stati Uniti. Che da qualche tempo iniziano a mostrare molta insofferenza su alcune prese di posizione dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte, a partire dalla questione Venezuela fino a Huawei e Obor. Sulla politica energetica, a Washington sanno che è pressoché impossibile sganciare l’Italia dalla Russia nel prossimo futuro. Ma vogliono garanzie strategiche sul fronte cinese. Altrimenti, il rischio è di allentare l’asse fra Roma e Washington isolando il governo italiano.

Il nodo F-35 resta particolarmente complesso, perché incide sia sulla nostra economia sia sulle nostre alleanze. L’Italia si era impegnata ad acquisire 131 caccia multiruolo per 13,5 miliardi. Poi, nel 2012, Roma ha scelto di scendere a 90 mezzi. Intanto, i costi dell’operazione sono aumentati a livello esponenziale, mentre a livello tecnico sono affiorati diversi problemi che hanno inciso anche sull’opinione pubblica, sempre più restia ad accettare l’acquisto di quasi un centinaio di questi aerei.

Washington ha già fatto intendere a Palazzo Chigi che la rivalutazione tecnica voluta da Elisabetta Trenta non sia particolarmente apprezzata. Ma quello che Usa e Lockheed ritengono sia del tutto fuori luogo è il fatto che l’Italia non abbia nemmeno pagato gli 11 F-35 già consegnati. Tanto che lo stabilimento di Cameri, che dovrebbe essere l’hub logistico e della manutenzione dei caccia (con un aumento netto di posti di lavoro altamente specializzati), ha anche un aereo fermo perché da Oltreoceano vogliono che sia pagato il saldo.

Naturalmente questo implica una serie di conseguenze economiche, strategiche, ma anche politiche. Da un punto di vista economico, gli Stati Uniti hanno offerto “assistenza” al governo italiano in un momento in cui le agenzie di rating hanno messo sotto torchio il nostro Paese. Il viaggio di Giancarlo Giorgetti in America è servito a far capire che i grandi fondi di investimento Usa sarebbero pronti a aiutare l’Italia in un momento di isolamento europeo e per evitare che la Cina prenda il sopravvento. Ma questo potrebbe non avvenire in caso di eccessivi tentennamenti da parte italiana.

Stessa cosa può dirsi per tutto il settore della Difesa, in cui Leonardo e Boeing hanno da tempo avviato una strategia di rafforzamento della partnership. Boeing ha puntato sugli stabilimenti di Grottaglie per le fusoliere dei 787, Leonardo ha vinto una commessa molto importante con l’Air Force Usa e vorrebbe vendere mezzi anche alla Marina americana. E da parte Usa stanno offrendo la possibilità di sviluppare lo scalo aeroportuale di Taranto: Virgin Galactic, Virgin Orbit e Space X vorrebbero renderlo il centro per il lancio di satelliti e voli orbitali. Ma se l’Italia mette in dubbio l’F-35 e punta alla Nuova Via della Seta, tutto rischia di saltare.

http://www.occhidellaguerra.it/stati-uniti-f-35-italia/ 


 

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