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Notizie - Politica
Martedì 01 Gennaio 2019 07:46

Incomincia a prospettarsi il torneo delle formazioni politiche all’assalto del primo posto, alle Europee 2019. Un primo posto che stabilirà chi comanderà in Europa.

Come nei secoli passati (XV e XVI), in cui durante lo sviluppo del torneo propriamente detto, cioè affrontato da due schieramenti, nacque la giostra, ideale duello tra singoli cavalieri, anche ai nostri giorni, la storia si ripete.

La giostra sarà, ancora una volta, l’evento di maggior successo; i due cavalieri sono già alle prove, lancia in resta e dovranno combattere secondo le regole “dell´amor cortese” in nome della loro servitù d'amore verso una dama, come insegna la buona tradizione regolamentata nel XII secolo dal franco Goffredo II di Preuilly e, guarda caso, una bella donna è l’immagine allegorica dell’Italia, un’altra bella donna (Marianna) lo è per la Repubblica transalpina.

Ciò stante, è chiaro che i due cavalieri di cui ci stiamo occupando sono: Salvini per l´Italia e Macron per la Francia.

Il primo, in sorprendente ascesa e non soltanto in patria: il premier ombra Salvini, stando alle recentissime indagini sul voto europeo e alle previsioni del severo Financial Times si presenta come il leader di un fronte sempre più ampio della destra, che potrebbe sovvertire tutti gli equilibri dell’attuale Parlamento europeo, con tutto ciò che ne consegue. Un’opzione, insomma, che potrebbe tentare e non poco anche gli indecisi e destinata non alla distruzione dell´UE, ma alla costruzione di un grande progetto europeo, un’altra Europa.

Il secondo, lo yuppie dell’Eliseo, che si era illuso di proiettare la Francia verso una nuova “Grandeur”, nei sondaggi è in caduta libera (senza paracadute); al minimo storico del suo mandato: al 32 per cento.

“Arrogante e distante dal popolo” così lo giudica più dell´ 80% dei francesi. Ha fallito in politica estera e in quella interna; ministri che si dimettono (Nicolas Hulot e Laura Flessel), ministri che lo criticano apertamente (Collomb) e grandi strati della popolazione che lo contestano (gilet gialli). Insomma, un perdente in ogni campo.

Anche verso l’Italia si è comportato da arrogante, ma Dio non paga il sabato! Infatti, perderà ancora una volta alle Europee 2019 in una nuova disfida di Barletta, con una sola variante: Ettore Fieramosca oggi si chiama Matteo Salvini.

G. Arnò

 

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