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Notizie - Brasile
Venerdì 31 Agosto 2018 09:16

 

Comunicato stampa

Tagliare i mezzi alle testate italiane all’estero?

Rispondiamo “no” con forza e decisione

 

Davvero il Governo è deciso a tagliare il sostegno alla la stampa italiana all’estero? La domanda è legittima dopo le dichiarazioni del Sottosegretario all’Informazione e all’Editoria, sen. Vito Crimi (Movimento 5 Stelle) che, in una lettera aperta, ha preannunciato che ‘la contribuzione pubblica presto sparirà per i quotidiani e periodici editi e diffusi all’estero e che ‘gli attori del settore dovranno prepararsi al distacco totale dalla contribuzione statale’.

“La nostra posizione è chiara”, commenta Ilaria Del Bianco, presidente dell’UNAIE ((Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati) “aderiamo al moto di ribellione delle associazioni, dei Comites, con questa risposta condivisa: noi non ci allineiamo, non tacciamo. Lotteremo perché questo progetto questo non accada. E’ un vero attentato al diritto all'informazione degli italiani all'estero e mina la sopravvivenza   di queste testate che invece operano per la promozione capillare dell’Italia nel Mondo, per il mantenimento negli Italiani all’estero del loro senso di appartenenza alla comunità delle loro origini, colpendo in modo significativo la  stessa diffusione della nostra lingua e della cultura nel mondo”. 

 

I tantissimi giornali editi nel nostro Paese, e non solo, per i conterranei all’estero da cinquant’anni svolgono un’opera certosina e convinta, spesso pionieristica ma sempre all’altezza del compito richiesto, sia nell’ottica di rappresentare l’italianità nel mondo, sia per mantenere i contatti tra gli Italiani nel mondo ed il nostro Paese. Una strada a doppio senso che, negli anni, ha contribuito allo sviluppo di intere comunità,promuovendone il turismo e l’economia, sempre senza tralasciare di veicolare messaggi di civiltà e cultura.

I quotidiani ed i periodici editi e diffusi all’estero ricevono solo il 3,27% del totale erogato, secondo la legge vigente, a sostegno dell’editoria: si tratta complessivamente di una cifra intorno a 1.700.000 euro, circa 30 centesimi di euro all’anno per ogni connazionale iscritto all’AIRE.  “Davvero” si chiede la Presidente Del Bianco, “chi ha proposto questo taglio ritiene che la cancellazione di tali fondi possa riequilibrare i conti dello Stato italiano? A nostro parere, e secondo il pensieri dei principali soggetti che operano nell’ambito delle comunità italiane all’estero, il danno supererà di gran lunga il beneficio”.

Inoltre, come da tradizione,  al danno si aggiunge la beffa: il sen. Crimi infatti invita gli editori “a produrre una informazione di qualità”. Ciò che gli editori coinvolti si chiedono è come questo possa, secondo il Sottosegretario, essere davvero realizzato. Gli editori di queste testate sono spesso quelle stesse Associazioni di emigrazione che svolgono la propria opera massimamente a titolo di volontariato e facendo i conti con sempre più risicati contributi delle istituzioni locali, e che potevano contare sino ad oggi almeno sul parziale contributo dello Stato.

A questo punto ci si chiede se queste affermazioni siano supportate da una vera conoscenza del settore: chi si è fatto portavoce di questa proposta ha mai letto uno di questi giornali? E’ entrato in una di queste redazioni, ha visto i giornalisti nel loro lavoro certosino di costruzione di rapporti, investimenti, conoscenza e cultura che operano da sempre? E, soprattutto, conosce i costi generali incomprimibili delle testate? Sono domande legittime, anche perché la proposta non passa attraverso il dibattito sulla dimensione, la qualità, la spesa, le prospettive e l’importanza di queste testate. “Nessuno ci ha interpellati”, conclude Ilaria Del Bianco, “se si dovesse procedere alla "riduzione graduale fino alla soppressione" dei contributi pubblici italiani, molte testate chiuderanno i battenti e non offriranno più il loro servizio di informazione a quegli oltre cinque milioni di nostri connazionali dei quali diciamo sempre, con belle parole a cui non seguono né  fatti né impegno concreto, che sono i più efficaci ambasciatori del made in Italy nel mondo”

Agosto 2018

Ufficio stampa:

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