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Trump, Putin, Netanyahu: accordo sulla Siria PDF Stampa E-mail
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Notizie - Mondo
Mercoledì 18 Luglio 2018 14:26

Siria, accordo Putin-Trump-Netanyahu

C’è accordo tra Netanyahu, Trump e Putin sulla Siria
. Lo rivela Debkafile, sito vicino all’intelligence israeliana.

L’intesa sulla Siria

Debka ricorda che Putin, nella conferenza stampa congiunta con Trump, ha detto che occorre rispettare l’intesa del 1974, che stabilisce i confini tra Israele e Siria e prevede un’area smilitarizzata tra i due Paesi.

L’idea sarebbe stata concordata con Netanyahu durante la sua visita a Mosca dell’11 luglio scorso.

L’accordo evita i rischi di escalation insiti nell’avanzata dell’esercito siriano nel Sud, dove sta riprendendo villaggio su villaggio, che lo sta portando a ridosso del Golan, col rischio di un confronto diretto con Israele.

Scrive Debka: “Il primo indizio [dell’accordo] è stato l’improvviso stop dei voli dell’aviazione israeliana sui villaggi della Siria meridionale”, avvenuto il 16 luglio, in concomitanza col vertice.

Una nota più dettagliata di Debka rivela che l’accordo affiderebbe alla Russia la responsabilità di “tutte le aree della Siria meridionale e sud-occidentale ai confini israeliani e giordani”.

Non solo, gli sarebbe stata affidata anche una qualche supervisione di tutta la zone interessate dal conflitto: della Siria all’Iraq, dalla Giordania a Israele, dal Libano al Mediterraneo orientale”.

Non sappiamo quanto sia vera quest’ultima rivelazione, più che vaga e a rischio fake. Ma Debka si riserva di rivelare altri dettagli. Vedremo.

Resta comunque l’accordo Putin-Trump-Netanyahu sulla Siria meridionale e sudoccidentale, notizia confermata anche da al Monitor, sito molto ben informato sul Medio oriente.

La reazione all’accordo

Certo, c’è ancora il nodo dell’area di Idlib, che la Turchia vuole sotto la sua tutela. Non sembra che Ankara sia molto contenta dell’accordo siriano.

Basta leggere il duro commento al summit di Helsinki dell’Agenzia di stampa turca Anadolu. Il vertice, si legge, “non sembra aver contribuito a scrivere la storia”, piuttosto appare un “punto di svolta nella storia che sarà scritta sul presidente Trump”.

Ma pur nella criticità, è davvero difficile immaginare che il presidente turco Recep Erdogan possa andare allo scontro frontale con Putin.

Peraltro sciogliere il nodo Idlib sarà un altro capitolo della guerra siriana. E forse non ne rappresenterà nemmeno l’epilogo, quanto piuttosto una nota a margine.

L’accordo Netanyahu-Trump- Putin, infatti, se tiene, potrebbe segnare l’inizio della fine del conflitto.

Ed essendo la Siria l’epicentro della guerra mondiale che ha imperversato in questi anni, rappresenterebbe l’inizio della fine anche di quest’ultima.

Da qui la durissima, furibonda, reazione al vertice Trump-Putin di quanti non si rassegnano all’ipotesi di attutire la conflittualità Est-Ovest.

L’onda anomala ha investito in  pieno il presidente americano, il quale ha contro democratici e repubblicani.

Una rabbia accompagnata da avvenimenti sfortunati: in Gran Bretagna, prima di volare a Mosca, un agente della scorta personale di Trump è morto di ictus.

E ieri, mentre Trump, al ritorno da Mosca, teneva una contrita conferenza stampa, le luci della sala si sono oscurate.

“È l’intelligece”, è stata la battuta scherzosa del presidente, che proprio ai servizi segreti americani stava dedicando quella chiarificazione, spiegando che era stato frainteso.

Non voleva infatti sconfessare le rivelazioni dell’intelligence Usa sulle interferenze russe alle ultime elezioni americane.

Una precisazione obbligata: c’era tra l’altro la possibilità, lanciata dal giornale neocon Weekly Standard, che il Congresso procedesse a una mozione di censura bipartisan nei suoi confronti.

Passo “simbolico”, ma significativo: avrebbe messo Trump in un angolo dal quale non sarebbe più uscito.

Il parziale dietro-front non intacca però i risultati del summit. Anzi, per Debka, sarebbe servito “anche come distrazione” dal “memorabile accordo” sulla Siria. Possibile. Anzi, probabile.

 

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