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Sabato, 26 Maggio 2018
La storia si ripete PDF Stampa E-mail
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Notizie - Opinioni
Venerdì 20 Aprile 2018 22:20






Le armi chimiche o le armi biologiche?

Come per le minestrine, oggi va di moda tutto ciò che è bio.

La Russia sostiene che l´uso di armi chimiche da parte della Siria sia un´invenzione dell´Occidente, in quanto un´investigazione seria non ha ancora avuto luogo.

Lo afferma a mezzo del prorio Ministro degli Esteri, Sergey Viktorovich Lavrov, che assicura di avere le prove inconfutabili circa la” messa in scena” dell’attacco chimico di Douma del 7 aprile scorso, organizzata dai servizi segreti di una potenza esterna.

Detta potenza non è stata nominata, ma se ne è fatto riferimento definendola come “in prima linea nella campagna russofoba”. Lavrov ha, nell´occasione, lamentato il fatto, ponendo l´accento sulla campagna denigratoria che si sta svolgendo nei riguardi del proprio Paese e della Siria.

Ciò avveniva il giorno seguente a quello in cui Macron affermava di avere le prove dell´uso di armi chimiche da parte dell´esercito siriano.

Contemporaneamente, il portavoce del Ministro della Difesa della Russia, Igor Konashenkon, accusava la Gran Bretagna di essere coinvolta nell´incidente. La reazione inglese si faceva sentire attraverso la propria ambasciatrice all´ONU, Karen Pierce, la quale dichiarava che le affermazioni di Konashenkon erano “grottesche e sfacciate”.

Oramai, botte e risposte, accuse e smentite ad oltranza, oltre naturalmente al crescente numero delle vittime in questa martoriata terra di Siria, tengono viva l´attenzione della gente sulla vicenda mediorientale, senza che però sia stata resa nota una prova inconfutabile sull´uso di armi chimiche da parte di Assad. All´uopo, ci pare appropriato il detto: “Quanto più grande è la bugia, tanto più la gente la crederà”, tant´è che i fanta-specialisti dell’Intelligence Militare Inglese, che affermano di avere in mano le tanto chiaccherate prove, non le tirano fuori, e, se dovessero essere costretti a farlo, non potrebbero che rifugiarsi dietro un “relata réfero”, ovvero riferiamo ciò che abbiamo sentito dire...

Infine, non è mistero il fatto che i rapporti tra Russia e Gran Bretagna si siano aggravati fortemente e a tal punto neanche durante la guerra fredda, subito dopo l´avvelenamento, avvenuto a Salisbury, dell´ex spia sovietica Sergei Skripal. L´omicidio è imputato alla Russia, che, a sua volta, sostiene la propria estraneità alla vicenda.

L´atmosfera tra i due blocchi , nell´ultima settimana, si era resa pesante e l´alta tensione è stata avvertita dopo il raid aereo degli USA, Regno Unito e Francia su Khān Shaykhūn, città nel Nord della Siria, ove si suppone ci fossero depositi di armi chimiche. L´attacco è stato condannato dalla comunità internazionale senza mezzi termini, ma in modo alquanto caotico e senza pratiche conseguenze. Questo sarà solo l´inizio di una più lunga escalation?

Ci viene naturale dire: “La storia si ripete!”. Washington è già responsabile dei sanguinosi conflitti in Iugoslavia, in Irak e in Libia, spalleggiata dalla Gran Bretagna e dalla Francia e adesso, ancora una volta, con la scusa delle armi chimiche, ci riprova in Siria...

"Armi chimiche, un pretesto come in Iraq" queste le parole del vescovo caldeo di Aleppo e presidente della Caritas siriana, Antoine Audo, in un' intervista al Tg2000, in cui manifestava forti dubbi sul fatto che il regime di Damasco avesse usato armi chimiche a Douma, nella Ghouta orientale.

E se dessimo una pennellata religiosa al quadro siriano?

E' di fede che ciascuno uomo, sin dal suo nascere, è dato dalla bontà e misericordia di Dio ad un Angelo perché sia custodito in tutte le sue vie. San Tommaso, inoltre, dice che non soltanto i buoni cristiani hanno quest´ Angelo, ma anche i malvagi ed anche gli stessi infedeli.

Essi agiscono come giudici e guerrieri, per far giustizia nei confronti delle reprobe nazioni.

Bene, facendo nostra questa premessa, possiamo affermare che la storia, ancora una volta si ripete, ma, stavolta, con una variante: in Siria, Assad, nel bene e nel male, non è solo e non farà, di certo, la fine di Saddam Hussein o di Mu'ammar Gheddafi (traditi dagli infidi amici occidentali). Egli sta in buona compagnia; al suo lato vediamo due poderosi angeli custodi; Vladimir Putin e Hassan Rouhani, entrambi “benedetti” dell´Arcangelo Xi Jinping, in missione speciale, come si addice ad un vero arcangelo, su questa Terra.

Se la situazione reale rispecchia, per come sembra, il dipinto immaginario di cui sopra, come potremmo concludere il nostro punto di vista sulla guerra in Siria? Con l´opzione militare, l´Occidente (questa tornata, Italia e Germania, per fortuna e salvo ripensamenti, restano fuori) ritornerà sui propri passi con le pive nel sacco, mentre con ulteriori sanzioni nei riguardi della Russia, non otterrebbe nulla di fatto, ma solo ulteriori danni alla propria economia (da un´indagine del Banco Mondiale, infatti, si apprende che il PIB russo, nonostante le sanzioni, sia risultato in crescita negli ultimi tre anni).

Sedersi ad un tavolo e risolvere la questione siriana da persone responsabili, senza naturalmente pretendere la rinuncia di Assad (più che mai saldamente al potere), appare da molto tempo essere l´unica via d´uscita, ma sarà difficilmente realizzabile. A qualcuno non andrebbe giù il fatto di perdere la partita con la Siria (molti sono gli interessi in gioco) e... la lobby israeliana è quella che comanda la disastrata e contradditoria politica estera di Trump Gun, ovvero degli USA.

Purtroppo, tutte queste “manfrine” messe in atto da americani, inglesi e francesi, farebbero ridere se non avessero come sottofondo l’amara realtà di bambini e civili inermi, morti.

Tra l’altro, il più ingiustificato intervento è quello della Francia, prezzemolo in ogni minestra, che ha così occasione di esporre in vetrina la sua ormai inesistente “grandeur” cui non vuole rinunciare, facendo alzare in volo qualche Mirage che potrebbe fare solo il solletico ai supersofisticati caccia dell’aeronautica russa. Allora non si capisce perché a tutte le parti interessate, che brandiscono a chiacchiere “prove inconfutabili” in contrapposizione ad altre anch’esse inconfutabili, non venga ingiunto di renderle pubbliche e visibili, almeno così, lo Stato canaglia, mistificatore e imbroglione, sarebbe costretto a venire allo scoperto. Ma questo non è voluto da nessuno perché tutti sono a rischio “sputtanamento”, qualora non lo fossero, già agli occhi del mondo.

Quella che abbiamo definita “manfrina”, ricorda agli autori di queste righe la poesia romanesca, attribuita al poeta Trilussa, ma che pare sia opera di un poeta meno noto, tal Natale Polci, dal titolo “Er passero ferito” che così conclude: Una fanciulla che col fidanzato era nascosta in un angolo appartato dentro una cappella laterale, poco mancò che si sentisse male, quindi gli sussurrò col viso smorto:"Te lo dicevo, hai visto, se n'è accorto!".

Chiudiamo invocando Dio in favore di chi, questa volta?

Le bon Dieu de la France o quello che deve salvare la Regina ormai giunta a 92 autunni o il God who must save the America o, infine, il nostro che è lo stesso di quello russo, solo un po’ più ortodosso?

Ma sì! Noi siamo buoni e lo invochiamo per tutti i buoni come noi, se riuscirà a trovarli...

G & G Arnò

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