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Notizie - Brasile
Venerdì 06 Ottobre 2017 09:17
 Ufficio stampa del Senatore Claudio Micheloni
Presidente del Comitato per le Questioni degli Italiani all'Estero  Senato della Repubblica - Palazzo Madama - 00186 Roma
 
COMUNICATO STAMPA
 
Questa mattina il Comitato per le questioni degli italiani all'estero ha approvato all'unanimità la risoluzione sugli effetti che la Brexit avrà per gli italiani residenti in Inghilterra.
La risoluzione impegna il Governo ad adoperarsi, insieme ai partner dell’Unione europea, affinché si raggiunga al più presto un accordo che garantisca in ogni caso i diritti acquisiti dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici residenti nei 27 paesi UE; a richiedere al Governo del Regno Unito il riconoscimento dell'iscrizione all'Aire come elemento di certificazione della residenza in Gran Bretagna; a vigilare, nel processo negoziale sui diritti dei cittadini, affinché le nuove norme per l'ottenimento del certificato di residenza risultino semplici, rapide e non introducano alcuna forma di discriminazione tra le diverse nazionalità dei cittadini europei residenti nel Regno Unito; ad evitare che in fase di applicazione dell’accordo sui diritti dei cittadini siano introdotte a livello amministrativo disposizioni volte a limitare fortemente tali diritti, in particolare eventuali certificazioni sulla conoscenza della lingua inglese o attestazioni di permanenza ininterrotta nel tempo, peraltro difficili da reperire. 
Il Comitato, inoltre, ha chiesto che la risoluzione venga al più presto calendarizzata e votata in aula prima che il Presidente del Consiglio riferisca sul vertice europeo del 1920 ottobre. 
 Il Presidente ringrazia tutti i componenti del CQIE e i gruppi per la collaborazione.
 
Roma, 05 ottobre 2017

RISOLUZIONE APPROVATA DAL COMITATO SULL'AFFARE ASSEGNATO N. 969 (DOC. XXIV-ter, n. 11)
Il Comitato per le questioni degli italiani all’estero, premesso che
nel corso degli incontri con rappresentanti delle comunità italiane residenti nel Regno Unito e di cittadini inglesi che si trovano in altri paesi UE il Comitato per le questioni degli italiani all’estero ha riscontrato preoccupazioni e incertezze derivanti dalle conseguenze che il recesso dall’Unione europea avrà per le loro vite e per quelle dei loro familiari;  
ansia ed insicurezza sono state espresse con particolare riguardo alle crescenti difficoltà sia burocratiche (il modulo da compilare consta di ben 85 pagine) che sostanziali (ad esempio la necessità di avere una assicurazione malattia privata) nel richiedere il certificato di residenza permanente per vedersi riconosciuto il diritto di residenza;
ulteriori serie e fondate preoccupazioni sono state espresse riguardo alla questione dei ricongiungimenti familiari, alla futura possibilità di usufruire dei servizi del sistema sanitario nazionale, al riconoscimento dei titoli ed in generale riguardo alla protezione di una serie di diritti legittimamente esercitati dai nostri connazionali; 
dagli incontri è emerso un forte disagio per il crescente clima di intolleranza e ostilità nei confronti dei cittadini europei, clima purtroppo confermato dall’aumento di crimini relativi all'istigazione all'odio razziale e al tempo stesso da un inusuale aumento di casi di detenzioni e deportazioni di cittadini europei;
stime attendibili indicano che tra i 3.200.000 cittadini europei residenti in Regno Unito circa 600.000 sono italiani e che 1.200.000 cittadini inglesi risiedono in Unione europea; 
le direttive di negoziato, a seguito della notifica del Regno Unito a norma dell’art. 50 del Trattato dell'Unione europea, adottate dal Consiglio europeo il 22 maggio 2017, vogliono offrire ai cittadini il massimo grado di chiarezza e certezza del diritto;  
la tutela dei diritti acquisiti dei cittadini europei costituisce una “prima priorità” del negoziato tra l’Unione europea e il Regno Unito;
il rispetto dei diritti individuali è un principio fondante dell’Unione europea, 4 milioni e 500.000 cittadini europei non possono essere “ostaggio” del negoziato in corso;   
deve essere garantito ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito un trattamento conforme ai principi di reciprocità, equità, simmetria e non discriminazione rispetto ai cittadini del Regno Unito che risiedono nell’ Unione;
le dichiarazioni del Primo Ministro May a Firenze, lo scorso 23 settembre, hanno messo in evidenza che anche da parte britannica vi è ora maggiore disponibilità a dare tutela ai diritti dei cittadini dell’Unione europea,   
nel negoziato in corso la convergenza tra le parti rispetto al capitolo sui “diritti dei cittadini” è ora molto ampia;  
considerato che:
a seguito del referendum sulla partecipazione del Regno Unito all’Unione europea sono aumentate in misura rilevante sia le richieste di iscrizione all'Anagrafe dei cittadini residenti all’estero sia le richieste di cittadinanza italiana;
in mancanza di accordo di recesso il Regno Unito uscirà dall’Unione europea il 30 marzo del 2019; 
le conseguenze del negoziato di recesso del Regno Unito non modificano il sentimento di amicizia e di collaborazione tra l'Italia e il Regno Unito; 
l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato dell'Unione europea non esclude accordi separati su questioni specifiche 
impegna il Governo,
ad adoperarsi, insieme ai partner dell’Unione europea, affinché si raggiunga al più presto un accordo che garantisca in ogni caso i diritti acquisiti dei cittadini italiani residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici residenti nei 27 paesi UE; 
a richiedere al governo del Regno Unito il riconoscimento dell'iscrizione all'Aire come elemento di certificazione della residenza in Gran Bretagna;
a vigilare, nel processo negoziale sui diritti dei cittadini, affinché le nuove norme per l'ottenimento del certificato di residenza risultino semplici, rapide e non introducano alcuna forma di discriminazione tra le diverse nazionalità dei cittadini europei residenti nel Regno Unito;
ad evitare che in fase di applicazione dell’accordo sui diritti dei cittadini siano introdotte a livello amministrativo disposizioni volte a limitare fortemente tali diritti, in particolare eventuali certificazioni sulla conoscenza della lingua inglese o attestazioni di permanenza ininterrotta nel tempo, peraltro difficili da reperire. 

Sen. Claudio Micheloni
Presidente CQIE - Comitato per le questioni degli italiani all'estero
Membro 3° Commissione permanente - Affari esteri, emigrazione
Palazzo Madama
I-00186 Roma

Segreteria:
Palazzo ISMA - Istituto Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica, 72
I-00186 Roma
tel. 0039 06 6706 3152
fax 0039 06 6706 6152


 
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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Ottobre 2017 09:25
 

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