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Venerdì, 26 Maggio 2017
La sicurezza non è una cosa di sinistra PDF Stampa E-mail
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Notizie - Politica
Giovedì 11 Maggio 2017 19:34

Al contrario, la sinistra per decenni ha lasciato la questione alla destra. Ridicolizzando chi la sosteneva e banalizzandola come istanza fascista

Nicola Porro  - ilgiornale.it

A forza di raccontare e titolare una sciocchezza, si rischia di credere che la sciocchezza abbia un fondo di verità.

Ieri Repubblica titolava in prima pagina un'intervista al ministro degli interni Marco Minniti: «La sicurezza è di sinistra». L'ex dirigente comunista, con una lunga lista di incarichi di sottogoverno, sta svolgendo un buon lavoro al Viminale.

Ma, ovviamente, non può negare la sua storia nel più importante Partito comunista d'Europa, che guidava da dirigente calabrese, mentre nel resto del mondo c'erano Reagan e Thatcher. Con lui una lunga serie di intellettuali, rigorosamente di sinistra, alcuni dei quali con un bel passato da gruppettari, che ci spiega come la sicurezza sia di sinistra. Giuliano Ferrara fu uno dei pochi a staccarsi dal branco di sinistra: quando intorno a lui il partito puzzava di Brigate rosse, si battè con coraggio per denunciare i compagni di banco. Ma questa è un'altra storia. Ciò che ci preme affermare è che la sicurezza non è affatto un tema di sinistra. Al contrario, la sinistra per decenni ha lasciato la questione alla destra. Ridicolizzando chi la sosteneva e banalizzandola come istanza fascista. È inutile che oggi da sinistra ci facciano il pippotto sul fatto che la mancata sicurezza delle nostre città colpisce i più deboli, i più poveri, insomma la constituency che dovrebbe votare a sinistra.

Le politiche di accoglienza senza se e senza ma da quali ambienti arrivano? Tra dieci anni, se non prima, quando le tensioni sociali scoppieranno, chi dovremo ringraziare? L'insicurezza non nasce solo dai violenti campeggi in Polesine di Igor. Nasce dal fatto che per anni abbiamo cercato di togliere le armi alle forze dell'ordine, che abbiamo contestato i militari in città evocando Pinochet, che solo recentemente abbiamo urlato contro l'efficacia dei blitz alle stazioni centrali e che quando si parla di legittima difesa denunciamo il rischio Far west come se ci piacesse il Close-east. C'è una cultura profonda, radicata, di sinistra appunto, che guarda più alle ragioni (i sociologi sono degli specialisti) di chi delinque che alle offese di chi subisce.

Ecco, gentile ministro Minniti, oggi tutti chiedono maggiore sicurezza. Ma non rivendichi questa battaglia come prodotto della sua cultura. È la sinistra, che lei ha evidentemente abbandonato nel suo percorso governativo, che ha le maggiori responsabilità di un Paese che non si fida più dei proclami governativi e tende ad andare in armeria. Come direbbero quelli di sinistra, si tratta di una questione culturale, quella che hanno imposto loro stessi, con la loro egemonia ideologica.

Aiutaci a informarti meglio visitando il sito: www.rivista.lagazzettaonline 

 

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