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L'Italia può pagare le colpe di Bruxelles PDF Stampa E-mail
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Notizie - Mondo
Sabato 01 Aprile 2017 11:03
Francesco Forte - ilgiornale.it



L'Italia rischia di pagare un dazio del 100% su sue esportazioni di qualità negli Usa per colpa dell'Unione Europea, che secondo gli Usa non ha rispettato l'accordo circa il libero import in Europa di carne bovina di animali americani alimentati con mangime non trattato con ormoni.

Noi rischiamo di pagare per gli altri Paesi europei. Il dazio che Trump vuole applicare, non l'ha inventato lui; è stabilito da un decreto dell'amministrazione Obama, come ha ricordato il capo gruppo di Forza Italia Renato Brunetta. Sinora la misura non era stata attuata, perché Washington attendeva una spiegazione da Bruxelles che non è venuta e Obama era impegnato in altre faccende.

Non si tratta formalmente di un dazio protettivo, ma di un dazio di rappresaglia contro una misura europea che gli Usa considerano protettiva, sulla base di una delibera del Wto (l’Organizzazione mondiale del commercio) che giudica legittimo solo il divieto europeo di importazione in Europa di carne trattata con ormoni. Di fatto, come ha ricordato il Giornale, la carne Usa è rimasta esclusa dall’Europa del tutto.

È probabile che sia molto difficile accertare se il mangime con ormoni è stato somministrato o no alle bestie. Ma Bruxelles non ha fatto negoziati per chiarire le procedure, non dà spiegazioni, limitandosi ad accusare Trump. Bruxelles che ci ossessiona con regole minuziose di ogni specie, non di rado criticabili, sembra essersi dimenticata di questo tema. Ciò forse perché l’importazione di bovini Usa dà fastidio a Paesi che come la Francia, l’Olanda, la Danimarca che sono esportatori netti di carne bovina e fruiscono degli aiuti comunitari per lo smaltimento dei loro surplus.
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L’Italia è importatrice netta di carne bovina, essendo soprattutto specializzata nella produzione e nell’export di prodotti di carne suina e di prodotti caseari, derivanti dagli animali da latte. I dazi di rappresaglia che potrebbero esser applicati dagli Usa legalmente non possono superare l’importo annuo di 100 milioni di dollari complessivi a fronte di un export europeo negli Usa di 416 miliardi e di uno italiano di 40 miliardi; ma su quali prodotti potrebbero ricadere le sanzioni? Bruxelles su questo ufficialmente tace.

Così, se non facciamo attenzione e ci limitiamo a dire questi dazi sono un inizio pericoloso di protezionismo commerciale della nuova amministrazione Trump, nel che ci può esser del vero, c’è il rischio che i dazi, sbagliati o giustificati che siano, cadano in misura sproporzionata sui prodotti made in Italy, ossia che l’Italia sia chiamata a pagare per i peccati altrui. Un rischio reso concreto dalla tesi che l’Europa sta adottando per la Brexit e che tende generalizzare, ossia che l’Europa è un tutto unico e non si possono configurare trattative separate. L’argomento, però, sta in piedi solo se non si applica il principio per cui «qualcuno è più eguale degli altri» secondo cui l’interesse di alcuni si trasforma in quello di tutti.

Aiutaci ad informarti meglio visitando il sito: www.rivista.lagazzettaonline
Ultimo aggiornamento Sabato 01 Aprile 2017 11:24
 

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