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Scompars la "Signora del Memento" sulle tragedie dell´esodo dall´ex confine orientale PDF Stampa E-mail
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Notizie - Miscellanea
Venerdì 07 Agosto 2015 22:01

 La professoressa Maria Renata Sequenzia è deceduta a 91 anni nella sua casa a Verona –
Una vita d’impegno per ricordare e far ricordare quanto avvenne di cruento
ai danni della popolazione italiana


Il logo del Movimento nazionale Istria Fiume Dalmazia.

Grave lutto nell’ambiente degli esuli italiani dall’ex confine orientale. E’ deceduta il 18 luglio scorso nella sua casa, in via Torelli 12, a Verona, attorno alle ore 19.00, la professoressa Maria Renata Sequenzia, combattiva presidente del Movimento nazionale Istria Fiume Dalmazia. Classe 1924, nata a Trieste, laureatasi all’Università di Firenze nel 1948 in Lettere classiche, insegnante nel Veronese (a Pescantina, ad Isola della Scala) ed a Mantova, ha concluso la sua carriera al liceo scientifico “Fracastoro”. Lascia il figlio Giulio, che le è stato accanto fino all’ultimo.
 Era lei, la professoressa, non solo a Verona, l’ancora indignata ed asprigna ”Signora del Memento” dall’indice accusatore costantemente puntato su spalleggiate colpe jugoslave e pavide inettitudini italiane. Quelle riguardanti foibe ed esodo all’ex confine orientale e che, con il rinsavimento tardivo ed alquanto retorico, il Governo ha voluto rievocare istituendo il “Giorno del ricordo” (con Legge 30 marzo 2004, n. 92, G. U. del 13 aprile 2004) da celebrarsi il 10 febbraio di ogni anno.
 Vulcanica donna di penna e di parola come poteva esserlo nonostante i disturbi alla vista (che l’avevano portata, purtroppo, alla cecità) ed alla deambulazione, è stata cofondatrice nel 1999, assieme a Carlo Cesare Montani, del Movimento nazionale Istria Fiume Dalmazia, poi subentrata a Piero Tarticchio quale presidente nel 2002. Prima aderiva all’Associazione nazionale Istria Fiume Dalmazia di Roma da dove se ne andò, sbattendo la porta, constatando la sua scarsa funzionalità. La professoressa Sequenzia confessava amaramente che sentiva forte, dentro di sé, “l’opprimente peso dei massacri perpetrati, delle confische subite e dell’allontanamento forzato ai danni di popolazioni e terre storicamente venete ed italiana”. Critica nei confronti de “Giorno del ricordo”, lo considerava, sì, un fatto degno, “ma a troppa distanza di tempo rispetto agli avvenimenti, un’iniziativa, più che altro, di tipo elettorale, architettata per gettare fumo negli occhi attribuendo medagliette ai discendenti di infoibati, tutto sommato commossi”.
 Legata profondamente, soprattutto sotto il punto di vista culturale e sociale, a Verona, città d’adozione, in quanto bibliofila accumulatrice d’un considerevole patrimonio bibliotecario conservato nell’abitazione privata, lo scorso anno aveva voluto donare sette volumi della monumentale opera “Dizionario della lingua italiana” di Nicolò Tommaseo alla Biblioteca Civica scaligera. Al ritiro presso il suo domicilio s’era recato personalmente anche il funzionario delegato del Comune di Verona – Biblioteca Civica, dott. Agostino Contò, che, certo dell’importanza dell’elargizione, voleva ringraziare l’intellettualmente attiva e sensibile donatrice Sequenzia.
 Ora le redini del Movimento nazionale passeranno ancor più nelle mani del segretario nazionale, Romano Cramer di Milano, per opportune decisioni in merito.


La professoressa Maria Renata Sequenzia.


Claudio Beccalossi    

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