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I VERI “SERVITORI DELLO STATO”? PDF Stampa E-mail
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Notizie - Curiosità
Sabato 26 Luglio 2014 08:56
 
I COMUNI CITTADINI. SOPRATTUTTO LE VITTIME DEL LAVORO.
 
            Premetto che non sono un “fanatico” a… scatola chiusa delle forze dell’ordine italiane o degli organi di polizia municipale (a qualsiasi arma e/o categoria e/o comune appartengano) perché purtroppo, nel corso degli anni, ho dovuto spesso fronteggiarne l’arroganza, la “partigianeria”, l’abuso di potere, l’inefficienza, il lassismo, la superficialità e via dicendo (denunciando perfino anche qualcuno ma andando a sbattere contro il “muro di gomma”, pressoché “ovvio”, del nulla di fatto), traendone vantaggio (ergo, usufruendo del loro doveroso servizio) in pochi casi positivi. E non sono nemmeno un ameno sostenitore della loro attribuita etichetta di “servitori dello Stato” perché i veri “servitori dello Stato” sono i cittadini, vessati ed angariati, pure contro gli stessi dettami costituzionali, da mefistofelici poteri centrale e periferico ingiuriosi, nemici, spenna galline. Loro, forze dell’ordine ed affini, con tutto il rispetto, sono dei mestieranti come altri: come me, come quello del condominio di fronte, come chiunque debba lavorare per campare. Hanno scelto di partecipare ai relativi concorsi pubblici e non si sono presentati con la pistola puntata alla tempia o per spirito di volontariato. Sono stati assunti, percepiscono uno stipendio (tra l’altro, corrisposto anche con le tasse che pago), godono di particolari agevolazioni, hanno possibilità di carriera. Come tanti altri nella società. Da qui a trasformarli in benemeriti “servitori dello Stato” a prescindere, ne corre… E la cosiddetta “aureola generalizzante” per tutti loro è un falso perché la cronaca, oggi quasi più di ieri, riporta casi di “mele marce” (purtroppo con finali drammatici) come in qualsiasi settore della società. Perciò, è bene finirla di santificare (e giustificare) comunque chi fa un lavoro di responsabilità e pericoloso, sì, ma non certo più di altri. Le stesse cifre delle “morti bianche” la dicono lunga: in Italia, solo tra gennaio ed aprile 2014 le denunce d’infortunio con esito mortale sono state ben 269 (secondo elaborazioni dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering su dati ufficiali Inail). Sono queste vittime del lavoro, comuni cittadini sfortunati, i veri e mai abbastanza considerati “servitori dello Stato”…  
 
 
ACCADE A VERONA!
      
L’AUTOLESIONISMO DELLA BUROCRAZIA. PER € 3,30…
 
Il fatto va raccontato! Si tratta d’una lettera da parte del Corpo di Polizia Municipale (Reparto Elaborazione Verbali e Contenzioso) di Verona, con la “premurosa” avvertenza in calce che “avverso la presente comunicazione non è ammesso alcun tipo di ricorso o opposizione”. Fa riferimento al verbale tal dei tali di sanzione amministrativa emesso in violazione del Codice della strada che, verificato, non risulta completamente pagato e sollecita l’adempimento entro 15 giorni dalla data di ricezione. «Per evitarle un ulteriore aggravio di spese, conseguente al recupero coattivo di quanto dovuto, la S.V. può estinguere il procedimento provvedendo al versamento della somma di € 3,30». 
Chi ragiona “normalmente” non può reprimere un sorriso di compatimento per la solerzia dimostrata dall’estensore nel volere quanto mancante al pagamento, comunque già rispettato. S’immagina, poi, tutta la procedura adottata (ed il tempo necessario) per arrivare alla richiesta di “ben” € 3,30: il controllo del verbale e della data del relativo esborso, con individuazione del “grande peccato” dell’aver ottemperato magari in ritardo per mille motivi; la stampa della lettera del sollecito con accluso bollettino; la spedizione postale del plico.
S’ipotizza che la trafila sia costata (e costi) ben più di € 3,30 ma tant’è: l’essere “piociosi” e repressivi in siffatta maniera è entrato ormai nel Dna delle istituzioni pubbliche, incuranti delle attuali difficoltà delle famiglie (del rispetto dovuto, poi, non se ne parli). Il cittadino si sente sempre più vessato nonostante contribuisca, con le tasse, agli stipendi di chi guarda al loro pelo nell’uovo. Ergo, a “miserabili” € 3,30 che per averli a tutti i costi, nel colmo di becero autolesionismo, viene spesa una cifra pari almeno al triplo…  

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GLI INDIFFERENTI

 
 
Un mattino di poco tempo fa. Dalla zona della Genovesa (all’estrema periferia sud di Verona) infilavo in auto Viale delle Nazioni per fermarmi poco dopo a causa d’una lunga colonna che lentamente cercava di raggiungere le vie d’accesso al centro cittadino intasate dal caotico flusso di mezzi usciti dal casello autostradale. E’ uno dei giorni di “piena” della 111^ Fieragricola, in programma a Veronafiere.
Le auto in coda, sia dall’uscita autostradale che da Viale delle Nazioni, s’arrangiavano come potevano a farsi largo tra frenate ed abbozzi di velocità a passo d’uomo. La confusione, inevitabile, rendeva nervosi soprattutto chi aveva fretta, quanti si preoccupavano d’un eventuale ritardo al lavoro e coloro che, tra tanta “anarchia automobilistica”, avrebbero preteso d’avere la precedenza. L’intera circolazione “impazzita” era affidata al buon senso di quelli al volante ed alle raccomandazioni di eventuali passeggeri a bordo.
Ormai in ballo perché era impossibile tornare indietro per tentare altre strade, scorgevo sulla mia destra un’auto della polizia locale e, dietro, tre vigili urbani intenti a parlottare tra loro. Sembravano proprio non interessarsi del pandemonio che avevano davanti, a pochi metri di distanza, che avrebbe potuto anche degenerare pericolosamente per qualche tamponamento o per l’”ordinaria follia” e l’esasperazione di qualcuno.
Non resistevo. Arrestavo il mio automezzo, accendevo le luci d’emergenza (per carità, il rispetto delle regole deve essere adempiuto dal normale cittadino!) e scattavo alcune foto con il cellulare per fissare il “quadretto dei contrasti”: da una parte la bolgia delle auto e dall’altra i vigili urbani “chiacchieroni” ed “inattivi”. Ma non era finita: dopo essermi aggiudicato il mio risicato spazio libero nel traffico al rallenty e prima d’immettermi nel sottopasso verso il centro, vedevo alla sinistra, accanto al guard rail, altri due vigili urbani intenti ad osservare le auto in piena baraonda, senza minimamente muoversi e far qualcosa per dirigere al meglio la circolazione. Di nuovo, non rimanevo impassibile e, bloccata ancora l’auto, li riprendevo con il cellulare nella loro… attività. Scrollavo la testa e m’accodavo andando per i fatti miei.
Mi domandavo: se in quei paraggi ci fossero state auto in divieto di sosta, i vigili urbani sarebbero stati altrettanto e così indifferenti o si sarebbero buttati a capofitto nella ghiotta occasione sanzionatoria?

 Claudio Beccalossi  
 
 
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento Sabato 26 Luglio 2014 09:16
 

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